Val Baganza: anello delle ofioliti

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Punto di partenza/arrivo: bivio per Fioritola, 870 m ca.

Dislivello: 660 m ca.

Durata complessiva: 4,30/4,45 h

Tempi parziali: bivio per Fioritola-ofiolite di Fioritola (45 min.) ; ofiolite di Fioritola-Passo del Silara-Monte Silara (45 min.) ; Monte Silara-Passo del Silara- cresta dei Groppi Rossi (50 min) ; cresta dei Groppi Rossi-Pian della Capanna (45/50 min.) ; Pian della Capanna-bivio per Fioritola (1,15 h)

Difficoltà: EE+ la scalata dell’ofiolite di Fioritola per il versante W/SW ; EE l’ascesa al Monte Silara ; EE la cresta dei Groppi Rossi ; E le restanti sezioni dell’itinerario

Attrezzatura: ordinaria da escursionismo

Ultima verifica: agosto 2016 ; cresta dei Groppi Rossi-Pian della Capanna-sella Groppi Rossi-Passo del Silara: aprile 2021

Accesso stradale: Parma-Berceto. Dal Poggio Enzo Ferrari si imbocca a sinistra la SP 15 per Calestano abbandonandola quasi subito svoltando a destra per stradello asfaltato inizialmente in salita. Dopo alcune case, la carrozzabile, ora sterrata, scende verso il fondo della Val Baganza, conducendo in breve al bivio per Fioritola. Si parcheggia l’auto in uno spiazzo a sinistra poco dopo il bivio in questione

map-1www.openstreetmap.org  Il tracciato evidenziato nella mappa  nel tratto cresta dei Groppi Rossi-Pian della Capanna è puramente indicativo

Descrizione dell’itinerario

Percorso di particolare interesse a livello ambientale e panoramico. Nell’anello descritto sono proposti alcuni fuori-sentiero che potrebbero risultare decisamente pericolosi se sottovalutati. Ciononostante conferiscono all’itinerario, nel suo complesso, un sapore del tutto particolare e veramente inedito, soprattutto se rapportato alla odierna imperante “codificazione” delle diverse discipline montane. Credo che l’escursionismo, pur rappresentando una delle realtà più vive dell’”andare in montagna”, abbia bisogno di una ulteriore spinta evolutiva, il che non significa sfruttare porzioni di roccia con fittoni, cavi e ponti tibetani. Mi riferisco, invece, ad una possibile interazione del cosiddetto trekking con l’arrampicata, quest’ultima intesa ad un livello, diciamo, elementare, ossia il semplice muoversi su roccia per pochi metri e su difficoltà irrisorie. Credo, inoltre, che un aspetto notevolmente soffocato nell’attuale omologazione e settorializzazione delle attività montane sia quello della ricerca autonoma, effettuata con coscienza di scelta, del percorso da seguire. I fuori-sentiero che verranno proposti in relazione sono puramente facoltativi ed esprimono le scelte dell’autore, il quale ha voluto esporre più un’esperienza personale che scrivere una relazione da seguire passo dopo passo nei minimi particolari. Riguardo, infine, i rischi derivanti dal superamento di passaggi rocciosi senza assicurazione (così come sono stati affrontati e superati dal sottoscritto) valgono le raccomandazioni già espresse in altri itinerari che assieme a questo compongono un trittico:

VAL TARO: ANELLO DELLE OFIOLITI

MONTE MARMAGNA E MONTE AQUILOTTO: ANELLO “INCONSUETO” DA LAGDEI

Dal bivio per Fioritola (cartello) si scende per ampia sterrata raggiungendo in breve il letto 
del Torrente Baganza. Dopo il guado si incomincia a guadagnare quota per carraia che procede lungo la sponda destra orografica della valle, offrendo affascinanti visuali sul corso del Baganza e sulla boscosa dorsale del Monte Cavallo. Dopo venti minuti di faticosa salita, la sterrata procede in piano conducendo in vista delle rocce basali del versante W/SW dellofiolite di Fioritola, prima meta di questa inusuale escursione. Per raggiungere la sommità dell’ammasso ofiolitico esiste un sentiero che staccandosi a sinistra, una volta giunti alla base delle prime rocce, sale all’interno del bosco per poi condurre verso destra sul pianoro sommitale. Tuttavia, al fine di gustare pienamente le peculiarità ambientali di questo luogo e mantenere fede alle finalità dell’itinerario proposto, è possibile cimentarsi con una breve e facile “quasi” scalata. Quindi, una volta giunti alla base del settore destro della “parete”, si abbandona la carraia e alla bene e meglio si risale il soprastante ripido pendio formato da zolle erbose, roccette friabili e ghiaie. Giunti in vista di un canalino roccioso situato alla nostra sinistra, lo si raggiunge e supera (I°). Ci si sposta poi a sinistra scalando alcune balze (II°-), puntando all’appicco finale. Giunti sotto quest’ultimo, si va a destra per alcuni metri sfruttando una cengia/rampa e, superato un gradino verticale (II°), si rimonta una facile e breve crestina che conduce alla sommità dell’ofiolite, purtroppo deturpata da un palo dell’elettrodotto {quella descritta è una salita improvvisata di cui l’autore della relazione ha voluto fornire solo le indicazioni di massima. La roccia è mediocre e pertanto richiede molta attenzione. Una “pseudo-scalata” riservata solo ad escursionisti veramente esperti, capaci di muoversi con autonomia su roccette ripide nonché friabili}. Dalla sommità si individua sulla destra (faccia a monte) una traccia erbosa che si segue in discesa svoltando poi a destra in direzione della sottostante carraia abbandonata in precedenza. Inseritosi in essa, la si asseconda a sinistra in moderata pendenza in direzione sud (a destra è ben visibile il nucleo agricolo di Fioritola). Una netta svolta a sinistra determina un brusco cambio di direzione: si procede, infatti, verso N/NE, tagliando panoramici pendii prativi deturpati dall’onnipresente elettrodotto della Val Baganza nonché dal tracciato del metanodotto. La carrareccia piega poi a destra continuando in costante salita, spegnendosi poco più in alto nella strada asfaltata per il Passo del Silara. Si segue la provinciale a destra solo per poco e intercettata una labile traccia a sinistra la si asseconda procedendo in leggera salita all’interno del bosco. Immessosi nella pista del metanodotto, si scende a destra nella strada asfaltata abbandonata in precedenza. Si asseconda quest’ultima in direzione del vicino Passo del Silara gustando belle visuali, in particolare sull’ammasso ofiolitico del Monte Silara, seconda meta dell’escursione. Giunti in corrispondenza di una casupola con torretta di ferro, si trascura una carraia (percorso n° 743-741) e si imbocca un sentierino che sale costeggiando un singolare blocco di serpentinite con targa. Si attraversa successivamente una bella radura arbustiva (al bivio che si presenta si tiene la destra), immettendosi poco più avanti nella carrareccia del metanodotto alla base del Monte Silara. Si incomincia a risalire il versante meridionale di questa singolare altura puntando alla sezione rocciosa (quella che presenta una maggiore continuità) che precede la cima. Giunti alla base delle rocce, si scala una placchetta e/o uno spuntone instabile prestando massima attenzione alla roccia in alcuni punti decisamente friabile (possibili passaggi di II°). Dalla cima del Monte Silara si rientra al passo omonimo scendendo lungo lo stesso versante dell’ascesa. Dal valico si va a sinistra fino ad incontrare a destra una carraia in salita che si imbocca (indicazioni dei percorsi CAI n°741 e n° 731A). Dopo il tratto iniziale, l’ampia traccia procede in piano per poi riprendere a salire svoltando a destra. Oltre la curva si presenta un bivio: si abbandona a sinistra il segnavia n°741 per Il Monte Borgognone e si continua diritto lungo la carrareccia (n° 731A) che procede in discesa. Poco più avanti il percorso è interrotto da una frana, ma una traccia permette di superare l’ostacolo senza problemi. Dopo aver attraversato un paio di ruscelli, si giunge in un ripiano boscoso dove a destra si nota un sentiero inerbito che scende verso la valle formata dal Rio Fioritola. Noi invece dobbiamo andare a sinistra (segnavia) guadagnando quota parallelamente ad un rio situato alla nostra destra. Più in alto (segnavia evidenti e ottimamente collocati) si volge a destra attraversando il corso d’acqua in questione, per poi varcarne un secondo. Si continua per l’evidente percorso procedendo per un breve tratto in lieve discesa, fino a raggiungere una specie di ripiano boscoso. Assecondando i segnavia bianco-rossi, si prosegue a destra e dopo una svolta a sinistra si esce dal bosco nei pressi di una selletta situata lungo la dorsale dei Groppi Rossi. Dal valico si abbandona il sentiero segnato – che scende a Pian della Capanna – e si inizia a percorre l’ofiolitica e ampia cresta sfruttando inizialmente una traccia. Ammirando a sinistra strane conformazioni rocciose in un contesto ambientale che non ha eguali in tutto l’Appennino parmense, ci si dirige verso la sezione più rocciosa della dorsale contraddistinta da un particolare risalto a forma di becco. Abbandonata la traccia, si continua ad assecondare il filo di cresta formato da brevi balze, prestando attenzione alla roccia alquanto friabile. Giunti alla base del caratteristico appicco a forma di becco, lo si scala direttamente (, piuttosto esposto) continuando poi facilmente lungo la cresta. Guadagnata una prima quota, si prosegue lungo l’orizzontale filo della dorsale, fino a mettere piede sulla cima più elevata, 1280 m, oltre la quale la cresta comincia a digradare. La labile traccia si mantiene a destra del crinale ofiolitico, o nei suoi pressi, per poi scendere ripidamente tenendosi sulla destra di suggestivi spuntoni e denti rocciosi. Dopo un’ultima ripida discesa, si approda in una selletta all’interno del bosco. Da qui si prosegue diritto mantenendosi nei pressi del crinale, salendo lungo il margine di pendii erbosi con cespugli. Avanzando successivamente in discesa senza traccia, si rientra nel bosco e si perde quota assecondando una dorsale. Notando a destra un avvallamento, si recupera poco più in basso una traccia che conduce nel margine sinistro del profilo che stiamo percorrendo. Si continua a scendere liberamente per pendio boscoso fino ad approdare in una mulattiera che proviene da Casa Montana. La si asseconda a sinistra in direzione di Pian della Capanna, avanzando in lieve salita all’interno di uno splendido e solitario ambiente boschivo. Poco più avanti si procede ai piedi dei declivi con massi sopra i quali si erge la cresta dei Groppi Rossi, gustando le peculiarità di un ambiente tra i più suggestivi dell’intera montagna parmense. Poco più avanti si esce dal bosco in corrispondenza di costone lungo il quale si sviluppa il primo tratto del “vecchio” percorso d’avvicinamento alla sella dei Groppi Rossi. Approdati in un ripiano prativo di impareggiabile bellezza, ci si innesta nel percorso n° 731A contrassegnato da paletti con segnavia bianco-rossi. Assecondandolo in discesa, ci si dirige verso alcuni alberi dietro ai quali si trovano i ruderi di Pian della Capanna1120 m. Dopo una sosta con perlustrazione dell’area in cui ci troviamo, ricca di fascino, si scende per traccia inizialmente poco marcata, poi più evidente. Attraversate bucoliche radure, si penetra nel bosco seguendo un ampio sentiero in leggera discesa. Poco più avanti si giunge a lambire la sponda occidentale del Lago Bozzo e si continua per l’evidente percorso che si mantiene all’interno del bosco. Transitati nei pressi un rifugio (proprietà privata), si prosegue per carraia che in dieci minuti di cammino porta al bivio per Casa Montana. Da qui si continua a sinistra per comodo percorso che procede in discesa all’interno di uno splendido ambiente boschivo. In seguito il tracciato avanza in leggera salita, immettendosi infine in una sterrata nei pressi di un bivio. Ignorata a destra una diramazione secondaria, si prosegue diritto scendendo per carraia affiancata da una palificazione elettrica che ci accompagnerà per un tratto. Si effettuano più in basso un paio di ripidi tornanti su carrareccia per un breve tratto cementata, perdendo successivamente quota con pendenze più lievi. In seguito, un tornante sinistrorso determina un brusco cambio di direzione, ma un secondo tornante riporta poco a procedere verso N. Una svolta a destra, un tornante sinistrorso e un’ultima breve discesa precedono il ponte sul Torrente Baganza. Per tornare al bivio per Fioritola è sufficiente seguire la sterrata che in quindici minuti riconduce al punto di partenza. 

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