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Val Baganza: anello delle ofioliti

25 Nov

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Punto di partenza/arrivo: bivio per Fioritola 870 m ca.

Dislivello: 660 m ca.

Durata complessiva: 4,30/4,45 h

Tempi parziali: Bivio per Fioritola-ofiolite di Fioritola (45 min.) ; ofiolite di Fioritola-Passo del Silara-Monte Silara (45 min.) ; Monte Silara-Passo del Silara- cresta dei Groppi Rossi (50 min) ; cresta dei Groppi Rossi-Pian della Capanna (45/50 min.) ; Pian della Capanna-Bivio per Fioritola (1,15 h)

Difficoltà: EE+ la scalata dell’ofiolite di Fioritola per il versante W/SW ; EE l’ascesa al Monte Silara ; EE la cresta dei Groppi Rossi ; E le restanti sezioni dell’itinerario

Attrezzatura: ordinaria da escursionismo

Ultima verifica: agosto 2016

Accesso stradale: Parma-Berceto. Dal Poggio Enzo Ferrari si imbocca a sinistra la S.P.15 per Calestano abbandonandola quasi subito svoltando a destra per stradello asfaltato inizialmente in salita. Dopo alcune case, la carrozzabile, ora sterrata, scende verso il fondo della Val Baganza conducendo in breve al bivio per Fioritola. Si parcheggia l’auto in uno spiazzo a sinistra poco dopo il bivio in questione.

map-1Stralcio della mappa dal sito: https://www.openstreetmap.org  Il tracciato evidenziato nella mappa  nel tratto cresta dei Groppi Rossi-Pian della Capanna è puramente indicativo

 

Descrizione dell’itinerario

Percorso di particolare interesse a livello ambientale e panoramico. Nell’anello descritto sono proposti alcuni fuori-sentiero che potrebbero risultare decisamente pericolosi se sottovalutati. Ciononostante conferiscono all’itinerario, nel suo complesso, un sapore del tutto particolare e veramente inedito, soprattutto se rapportato alla odierna imperante “codificazione” delle diverse discipline montane. Credo che l’escursionismo, pur rappresentando una delle realtà più vive dell'”andare in montagna”, abbia bisogno di una ulteriore spinta evolutiva, il che non significa sfruttare porzioni di roccia con fittoni, cavi e ponti tibetani. Mi riferisco, invece, ad una possibile interazione del cosiddetto trekking con l’arrampicata, quest’ultima intesa ad un livello, diciamo, elementare, ossia il semplice muoversi su roccia per pochi metri e su difficoltà irrisorie. Credo, inoltre, che un aspetto che viene notevolmente soffocato nell’attuale omologazione e settorializzazione delle attività montane sia quello della ricerca autonoma, effettuata con coscienza di scelta, del percorso da seguire. I fuori-sentiero che verranno proposti nella relazione sono puramente facoltativi ed esprimono le scelte dell’autore, il quale ha voluto esporre più un’esperienza personale che scrivere una relazione da seguire passo dopo passo nei minimi particolari. Riguardo, infine, i rischi derivanti dal superamento di passaggi rocciosi senza assicurazione (così come sono stati affrontati e superati dell’autore) valgono le raccomandazioni già espresse negli altri due itinerari che assieme a questo compongono un trittico:

VAL TARO: ANELLO DELLE OFIOLITI

MONTE MARMAGNA E MONTE AQUILOTTO: ANELLO “INCONSUETO” DA LAGDEI

Dal bivio per Fioritola (cartello) si scende per ampia sterrata raggiungendo in breve il letto del Torrente Baganza. Dopo il guado si incomincia a guadagnare quota per carraia che sale tagliando la sponda destra orografica della valle, offrendo affascinanti visuali sul corso del Baganza con la soprastante dorsale boschiva del Monte Cavallo. Dopo 20 minuti di faticosa salita, la sterrata procede in piano conducendo in vista delle rocce basali del versante W/SW dell’ofiolite di Fioritola, prima meta di questa inusuale escursione. Per raggiungere la sommità dell’ammasso ofiolitico esiste un sentiero che staccandosi a sinistra, una volta giunti alla base delle prime rocce, sale all’interno del bosco per poi condurre verso destra sul pianoro sommitale. Tuttavia, al fine di gustare pienamente le peculiarità ambientali di questo luogo e mantenere fede alle finalità dell’itinerario proposto, è possibile cimentarsi con una breve e facile “quasi” scalata. Quindi, una volta giunti alla base del settore destro della parete, si abbandona la carraia e alla bene e meglio si risale il soprastante ripido pendio formato da zolle erbose, roccette friabili e ghiaie. Giunti in vista di un canalino roccioso disposto alla nostra sinistra, lo si raggiunge e supera (I°). Ci si sposta poi a sinistra scalando alcune balze (II°-), puntando in questo modo all’appicco finale. Giunti sotto quest’ultimo, si va a destra per alcuni metri sfruttando una cengia/rampa, e, superato un gradino verticale (II°), si rimonta una facile e breve crestina che conduce alla sommità dell’ofiolite, purtroppo deturpata da un palo dell’alta tensione. Si tratta di una salita improvvisata di cui ho fornito solo le indicazioni di massima. La roccia è mediocre e richiede molta attenzione per la presenza di blocchi instabili. Una “pseudo-scalata”, quella descritta, riservata solo ad escursionisti veramente esperti, capaci di muoversi con autonomia su roccette ripide nonché friabili. Dalla sommità si individua sulla destra (faccia a monte) una traccia erbosa che si segue in discesa svoltando poi a destra in direzione della sottostante carraia abbandonata in precedenza. Messo piede su di essa, la si segue a sinistra in moderata pendenza verso sud (a destra è ben visibile il nucleo agricolo di Fioritola). Una netta svolta a sinistra determina un brusco cambio di direzione: si procede, infatti, verso N/NE, tagliando panoramici pendii prativi deturpati dall’onnipresente elettrodotto nonché dal tracciato del metanodotto. La carrareccia piega poi a destra continuando in costante salita, spegnendosi poco più in alto nella strada asfaltata per il Passo del Silara. La si segue a destra per pochi metri: infatti, intercettata una labile traccia a sinistra, la si asseconda procedendo in leggera salita all’interno del bosco. Poco dopo si sbuca nel tracciato del metanodotto che si segue a sinistra, scendendo infine nella strada asfaltata abbandonata in precedenza. Si segue quest’ultima in direzione del vicino Passo del Silara ammirando notevoli visuali: davanti a noi spicca il Monte Silara, che costituisce la seconda meta dell’escursione. Giunti al valico, 1200 m, si imbocca, a sinistra di un’ampia traccia, un sentierino alla cui destra è situato un singolare blocco di serpentinite. Si attraversa successivamente una bella radura arbustiva, immettendosi poco più avanti in un sentiero trasversale alla base del Monte Silara. Ora si incomincia a risalire il versante meridionale di questo singolare monte puntando alla sezione rocciosa (quella che presenta una maggiore continuità) che precede la cima. Giunti alla base delle rocce, si scala una placchetta e uno spuntone instabile prestando massima attenzione alla roccia in alcuni punti decisamente friabile (possibili passaggi di II°). Dalla cima del Monte Silara si rientra al passo omonimo scendendo lungo lo stesso versante dell’ascesa. Dal valico si va a sinistra fino ad incontrare a destra una carraia in salita che si imbocca (percorso CAI n°741). Dopo il tratto iniziale, l’ampia traccia procede in piano per poi riprendere a salire svoltando infine a destra. Oltre la svolta si presenta un bivio: si abbandona a sinistra il sentiero n°741 per Il Monte Borgognone e si continua diritto lungo la carrareccia che procede in discesa. Poco più avanti il percorso è interrotto da una frana: una traccia permette di superare l’ostacolo senza problemi. In seguito si attraversano un paio di ruscelli, giungendo infine in un ripiano boscoso dove a destra si nota un sentiero che scende verso la valle formata dal Rio Fioritola. Noi invece dobbiamo andare a sinistra, inizialmente per ampia traccia. Dopo alcune decine di metri, guardando a sinistra, si nota uno sbiadito segnavia bianco-rosso: si tratta di un vecchio percorso, ormai poco visibile (almeno in alcuni tratti), che cercheremo di assecondare prestando attenzione ai segnavia collocati sugli alberi. Si abbandona perciò l’ampia traccia seguendo un poco accennato sentiero che poco dopo effettua una svolta a destra attraversando un paio di ruscelli. Ci si immette poi in una traccia più ampia ed evidente che si segue a sinistra in salita restando a sinistra di un altro ruscello. Il sentiero sale piuttosto ripidamente spostandosi leggermente a sinistra, per poi svoltare bruscamente verso destra allargandosi infine a carraia. Si guada poco dopo il già menzionato ruscello, cui fa seguito un secondo, continuando sempre per l’ampia traccia che, senza possibilità di errore, conduce fuori dal bosco, ormai in vista di una selletta disposta in una piccola dorsale, la cui continuazione verso NW è rappresentata dalla cresta dei Groppo Rossi. Dal valico ci si dirige perciò verso quest’ultima ammirando a sinistra strane conformazioni rocciose in un contesto ambientale che non ha eguali in tutto l’Appennino parmense. Giunti alla base dei primi brevi risalti ofiolitici, si abbandona la traccia che si sposta a destra e ci si tiene lungo il filo di cresta superando facili balze. In breve si giunge alla base di un caratteristico becco roccioso di pochi metri: lo si scala direttamente (II°- ; esposto) continuando poi per cresta, ricongiungendosi così con la traccia abbandonata precedentemente. Poco dopo si mette piede sulla quota più elevata, 1280 m, oltre la quale il percorso di cresta comincia a scendere. La labile traccia si mantiene a destra del crinale ofiolitico, o nei suoi pressi, per poi scendere ripidamente tenendosi sulla destra di suggestivi spuntoni rocciosi. Dopo un’ultima ripida discesa, si approda ad una poco marcata selletta all’interno del bosco. Da qui si prosegue diritto mantenendosi nei pressi del crinale, attraversando, restando vicini al margine del bosco, una radura arbustiva con erba alta. Avanzando successivamente in discesa, si rientra nella vegetazione e si perde quota lungo un’ampia dorsale boscosa senza alcuna traccia. Più in basso si approda in una mulattiera orizzontale che, se seguita a destra, condurrebbe in 10/15 minuti a Casa Montana. Noi invece la seguiamo a sinistra in direzione di Pian della Capanna. Il tracciato (che con grande probabilità ha origini antiche) avanza in lieve salita ai piedi dei declivi prativi sopra i quali si erge la Cresta dei Groppi Rossi. Poco più avanti, seguendo un sentiero erboso, si approda in un ripiano prativo di impareggiabile bellezza: ci troviamo in uno degli angoli più suggestivi di tutta la Val Baganza. Si deve ora svoltare bruscamente a destra cercando si assecondare una labile traccia in leggera discesa, puntando alla sottostante macchia boscosa. Dai pressi si quest’ultima si piega a sinistra e poco dopo a destra, giungendo in vista dei ruderi di Pian della Capanna 1120 m. Da qui si scende a sinistra per traccia inizialmente poco marcata, poi più evidente. Dopo aver attraversato bucoliche radure, si penetra nel bosco seguendo un ampia traccia in leggera discesa. Poco più avanti si giunge a lambire la sponda occidentale del Lago Bozzo e si continua per l’evidente sentiero che si mantiene all’interno del bosco. Transitati nei pressi un rifugio (proprietà privata), si prosegue per carraia che in 10 minuti di cammino porta al bivio per Casa Montana. Da qui si piega a sinistra per ampia traccia che procede inizialmente in discesa. In seguito la mulattiera-carraia avanza in leggera salita, immettendosi infine in una sterrata nei pressi di un bivio. Ignorata a destra una diramazione secondaria, si prosegue diritto scendendo per carraia affiancata a destra da una palificazione elettrica che ci accompagnerà per un buon tratto. Si effettuano più in basso un paio di ripidi tornanti su carrareccia cementata per un breve tratto, per poi continuare a scendere con minore pendenza. In seguito un tornante sinistrorso determina un brusco cambio di direzione, ma un secondo tornante riporta poco dopo nella direzione di prima (nord). Una svolta a destra, un tornante sinistrorso e un’ultima breve discesa precedono il ponte sul Torrente Beganza. Per tornare al  bivio per Fioritola è sufficiente seguire la sterrata che in 15 minuti riconduce nelle vicinanze del bivio per Fioritola.

 

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