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Monti Tavola e Fosco

01 Ott

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Dislivello: 690 m

Durata complessiva: 3/3,15 h

Tempi parziali: spiazzo a quota 1054 m-Prati di Monte Tavola-sommità Monte Tavola (1,15 h) ; sommità Monte Tavola-Bocchetta del Tavola-sommità Monte Fosco (30 min) ; sommità Monte Fosco-Roncobuono (40 min) ; Roncobuono-spiazzo a quota 1054 m (30/40 min)

Difficoltà: E

Attrezzatura: ordinaria da escursionismo

Ultima verifica: settembre 2016

Accesso stradale: Parma-Langhirano-Pastorello-Bosco di Corniglio. Da quest’ultima località si continua per strada asfaltata in direzione Lagdei. Appena dopo una casa, situata a fianco della carreggiata, si stacca a destra uno stradello asfaltato che si imbocca (nessuna indicazione). Dopo un paio di tornanti e un ulteriore curva verso destra, si giunge nei pressi un sbarra metallica e si parcheggia l’auto in uno spiazzo a sinistra.

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Stralcio della mappa dal sito: https://www.openstreetmap.org

 

Descrizione dell’itinerario

Breve percorso di notevole interesse paesaggistico e panoramico. La perla che arricchisce il patrimonio ambientale del luogo, nonché l’anima del visitatore, è il Faggio Solitario, situato nei vasti declivi prativi noti come i Prati di Monte Tavola. Meritevole di una maggiore considerazione è il Monte Fosco, cima a torto poco considerata e visitata, il cui versante settentrionale è ammantato da un fitto bosco di faggio e conifere di reimpianto. Dalla sommità si ammira un vasto e completo panorama che comprende tutto il vallone di Lago Santo.

Dallo spiazzo a quota 1054 m si oltrepassa la sbarra metallica e ci si incammina lungo un’ampia mulattiera che inizia sulla destra dello stradello asfaltato. Si procede in moderata salita ignorando, ai diversi bivi, tracce che si staccano a destra. Giunti su una panoramica costa (Costa Banciola) ci si immette in una carraia che si segue a destra in leggera salita. Al successivo bivio, si ignora a sinistra l’antica mulattiera per Roncobuono (da cui torneremo), continuando a seguire la sterrata. Guadagnando lentamente quota, si effettuano un paio di tornanti e si continua lungamente per la carrareccia che procede sempre in leggera salita tenendosi ai piedi dei Prati di Monte Tavola. Giunti ad un bivio si svolta a destra, imboccando un’altra carraia che sale in modo più sostenuto tra prati e macchie di bosco. Effettuando un paio di svolte, si guadagna rapidamente quota, uscendo definitivamente dal bosco e continuando su traccia nell’erba che si stacca a sinistra del carraia che stiamo seguendo. In breve si giunge in vista del Faggio Solitario, collocato più in alto alla nostra destra: ci si sposta in direzione di esso, gustando lentamente le inesprimibili sensazioni che emana questa magnifica opera d’arte naturale mentre ci si avvicina al suo cospetto. Dopo una “necessaria” sosta, al fine di appagare l’anima, mai sazia di tanta bellezza, si procede senza percorso obbligato lungo i dolci declivi prativi in direzione della sommità del Monte Tavola. Ignorando il sentiero 00 che taglia a mezza costa i prati, ci si dirige verso il crinale del monte delimitato da una recinzione. Si avanza su erba alta in obliquo ascendente, puntando ad un’apertura del recinto collocata a destra rispetto la sommità principale. Si oltrepassa la recinzione immettendosi nel vecchio sentiero 00, ormai in disuso, che originariamente assecondava tutto il crinale nord del monte. Si segue la traccia a sinistra all’interno del bosco, guadagnando in breve la sommità del Monte Tavola1508 m, caratterizzata dalla presenza di un cippo confinario del 1828. Dalla cima si scende lungo il sentiero 00, entrando presto in un magnifico ambiente boschivo e raggiungendo in pochi minuti la Bocchetta del Tavola1444 m. Si prosegue in direzione del Monte Fosco assecondando solo per poco il sentiero n° 725: infatti, al successivo bivio (paletto con cartelli), si deve voltare a destra iniziando la risalita della dorsale nord del monte. Il sentiero 00 è ottimamente segnato e non abbisogna di particolari descrizioni: è sufficiente seguire i numerosi e ben posizionati segnavia bianco-rossi sugli alberi. Il percorso è costantemente ripido e faticoso, ma allo stesso tempo appagante, almeno per chi, come il sottoscritto, ama gli ambienti boscosi. Poco prima della sommità, si cammina a fianco di magnifici, scultorei, esemplari di faggio, i cui rami contorti, se visti “in profondità di campo”, regalano emozioni e stati affettivi di difficile espressione verbale. Dalla cima del Monte Fosco, 1680 m, connotata dalla presenza di un altro cippo confinario del 1828, si scende per ripida traccia che si tiene a destra rispetto lo scosceso pendio con erba e risalti di arenaria che caratterizza il versante sud del monte. Presto si rientra nel bosco e si continua per l’ottimo sentiero che conduce in pochi minuti alla sottostante Foce del Fosco1617 m. Dal valico (paletto con cartelli) si imbocca a sinistra il sentiero n° 725a seguendolo in ripida discesa. Raggiunto un bivio in località Ronchi di Luciano 1530 m (paletto con cartelli), si volta a destra lungo un sentiero che costituisce la continuazione del percorso CAI n° 725a. Dopo un tratto in direzione SO, la traccia effettua un tornante sinistrorso, dove si ignora un’antico sentiero che prosegue a destra in salita. Si continua per il percorso principale, molto ben segnato, in ambiente boschivo di impareggiabile bellezza. Si transita nei pressi di un costruzione diroccata e si continua a scendere per traccia evidente che più in basso si immette in un sentiero orizzontale (paletto con cartelli). Lo si segue a sinistra, ignorando subito dopo (paletto con cartelli) la traccia che scende a destra in direzione di Lagdei. Stiamo camminando su una splendida mulattiera (percorso CAI n° 723), risalente a Maria Luigia, che a mezza costa taglia i ripidi pendii boscosi del versante orientale del Monte Fosco. Alcune aperture permettono di ammirare notevoli visuali della conca di Lagdei dominata dalla seghettata Cresta dello Sterpara. Ci si immette, poi, in un’ampia traccia proveniente da Lagdei in località Prato della Valle 1250 m. Seguiamo la traccia a sinistra (cancello da oltrepassare) procedendo in leggera salita, giungendo in breve in località Roncobuono 1262 m. Dall’ampia fontana si imbocca una bella e antica mulattiera che inizialmente scende a destra di un rio. Si oltrepassa una recinzione e si continua per il tracciato molto ben incavato nel terreno: in alcuni tratti appare il selciato originario. Si continua per la magnifica mulattiera, a torto poco conosciuta e frequentata, che attraversa più avanti il già menzionato rio e prosegue in direzione NE affiancata a sinistra da antichi muretti a secco. Si confluisce infine nella carrareccia che abbiamo seguito durante la salita, facendo ritorno all’auto per lo stesso percorso effettuato all’andata.

 

 

 

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