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Anello di Ravarano

23 Set

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Punto di partenza/arrivo: Ravarano 677 m

Dislivello: 586 m 

Durata complessiva: 4/4,15 h

Tempi parziali: Ravarano-Mulino di Ravarano (30 min) ; Mulino di Ravarano-Villa di Casola (45 min) ; Villa di Casola-Dirupi di Malacosta (45 min) ; Dirupi di Malacosta-guado Torrente Baganza (50 min) ; guado Torrente Baganza-Chiastre (30 min) ; Chiastre-Castello di Ravarano-Ravarano (30 min)

Difficoltà: E

Attrezzatura: ordinaria da escursionismo

Ultima verifica: luglio 2016

Accesso stradale: Parma-Felino-Calestano-Ravarano

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Stralcio della mappa dal sito: https://www.openstreetmap.org

 

Descrizione dell’itinerario

Anello molto particolare che implica un doppio attraversamento, da una sponda all’altra, del Torrente Baganza. Nell’itinerario proposto l’aspetto che maggiormente spicca è quello della varietà ambientale. Lungo il percorso potremo infatti ammirare le spettacolari stratificazioni del Flysch del Monte Cassio, i conglomerati poligenici dei Salti del Diavolo, i panoramici Dirupi di Malacosta. La segnaletica CAI è presente nel tratto di Via Francigena da CasolaCassio e nel sentiero n° 771 chiamato Via degli Scalpellini. Si consiglia vivamente di effettuare questo itinerario solo nei periodi di secca del Torrente Baganza, altrimenti i due guadi risulterebbero impraticabili.

Dal centro di Ravarano (parcheggaire l’auto nella parte finale del paese e più precisamente nella borgata Borello di Ravarano) seguiamo una ripida stradina asfaltata che scende alla chiesa del paese. Nei pressi del retro dell’edificio si imbocca a destra (cartello) un’ampia traccia che scende verso il fondo della Val Baganza. Giunti ad un bivio, collocato in prossimità di una netta svolta a sinistra, si ignora una traccia che si stacca a destra e si continua per il percorso principale che si inoltra nel bosco. La mulattiera-carraia effettua in seguito un paio di tornanti e si dirige verso il greto del Torrente Arso, poco prima del quale il tracciato si interrompe poiché franato. Si continua a destra per sentiero (segnavia gialli fluorescenti) che dopo breve discesa deposita nel letto del torrente sconvolto dall’alluvione del 2014. Lo si attraversa puntando, nella sponda opposta, all’evidente continuazione della mulattiera. Rimesso piede su quest’ultima si continua a perdere quota transitando poco più avanti in prossimità di un edificio ristrutturato: si tratta di Mulino di Ravarano 506 m. Ora si deve effettuare il primo guado del Torrente Baganza, che potrebbe risultare impegnativo o impraticabile in caso di piena. Dal punto in cui siamo ci si sposta a destra per qualche metro e si scende nel letto del torrente. Dopo il guado si individua nella sponda opposta una traccia (all’inizio piuttosto labile) che si segue effettuando una svolta a sinistra. Stiamo percorrendo una mulattiera che ha origini antiche: in alcuni tratti emerge il selciato originario e splendidi muretti a secco, con sassi sistemati ad arte, affiancano il percorso. Il tracciato svolta poi a destra e procede in leggera salita all’interno di un magnifico ambiente boschivo. Poco dopo la mulattiera si allarga a dissestata carraia che guadagna quota ai piedi delle spettacolari stratificazioni di Flysch del Monte Cassio. Rientrati nella vegetazione, si continua in leggera salita attraversando un ruscello ed effettuando una curva verso sinistra. L’ampia traccia continua a guadagnare quota all’interno del bosco conducendo infine al borgo di Villa di Casola 655m. Oltre le prime case si individuano i segnavia della Francigena che si assecondano a sinistra attraversando il paese (ad un bivio, andando a sinistra, si giunge ad una bella fontana con tavolo e panche). Dopo un tratto assai ripido, il percorso svolta verso sinistra procedendo in direzione ovest, alternando tratti in leggera salita a ripidi strappi. In seguito l’ampia traccia viene affiancata a sinistra da una recinzione, delimitante una proprietà privata, che ci accompagnerà per un buon tratto. Si giunge nei pressi di un cancello e si continua per il bel sentiero in salita affiancato a sinistra dalla menzionata recinzione e a destra dalle conifere di reimpianto della pineta del Monte Cassio. Oltre il termine della recinzione, il sentiero procede in piano e in leggera salita all’interno della pineta, attraversa un paio di solchi e conduce ad un bivio evidente collocato appena dopo un ruscello. Si abbandona il sentiero principale (che sale verso la non lontana S.S. 62) imboccando a sinistra una traccia in discesa. Poco dopo si incontrano alcuni segnavia bianco-rossi e si continua per il sentiero che procede in discesa per poi risalire. In breve si approda ad una marcata sella sul dorso di una particolare costa: si tratta dei Dirupi di Malacosta. Da qui è consigliabile una breve digressione: dalla sella ci si dirige a sinistra seguendo la dorsale di arenarie fino a mettere piede su un poggio molto panoramico dove si può ammirare uno dei più interessanti e inediti panorami di tutta la Val Baganza. Ritornati alla sella di prima, si continua per il sentiero segnato che scende ripido verso una valletta formata da un ruscello. Scesi nel letto di quest’ultimo (breve tratto di sentiero interrotto: è sufficiente seguire i puntuali segni gialli fosforescenti ricongiungendosi poco dopo con il percorso principale) si risale leggermente, si svolta a destra e ci si immette in una mulattiera, proveniente dalla S.S. 62, che si segue a sinistra in discesa (il sentiero che abbiamo percorso costituisce una variante della Via Francigena). Dopo una svolta a destra troviamo a sinistra un’apertura che offre un notevole panorama verso il fondo della Val Baganza (sono visibili i conglomerati poligenici noti come I Salti del Diavolo). Si procede in seguito in leggera e moderata salita per ampia traccia affiancata a destra e sinistra da antichi esemplari di muretti a secco. In breve si giunge ad un area pic-nic, situata alla nostra sinistra, ai piedi di una conformazione appartenente ai Salti del Diavolo. Al bivio successivo si deve voltare a sinistra imboccando il sentiero n° 771 conosciuto come Via degli Scalpellini. Il percorso della Via Francigena continua invece verso il vicino borgo di Cassio (eventuale digressione). Si segue una carraia in costante discesa (all’inizio piuttosto ripida) giungendo, in circa 25 minuti dal bivio, nel fondo altamente spettacolare della Val Baganza. Ora è necessario effettuare il secondo guado del torrente in quanto il simpatico ponticello che univa le due sponde è stato definitivamente smantellato. Dopo il guado ci si incammina per ampia traccia (sulla destra troviamo un tavolo con panche e pannello esplicativo) che conduce ad un bivio (paletto con cartelli). Si va a sinistra seguendo un sentiero (n° 771) che attraversa inizialmente un ruscello, incontrando poco dopo un altro bivio. Da qui è consigliabile una breve digressione: dal cartello con scritto “punto panoramico”, si piega a sinistra per traccia in discesa che conduce in prossimità di un risalto che precipita verso il fondo della Val Baganza. Avendo piede assolutamente fermo è possibile continuare per alcuni metri su stretta ed esposta cengetta ammirando un paesaggio davvero straordinario. Ritornati al bivio di prima, si continua per il sentiero 771 che presto svolta a destra e sale ripidamente conducendo ad una selletta in corrispondenza di altre spettacolari conformazioni di conglomerati poligenici (panchina con pannello esplicativo). Ci si immette poi in una carraia che si segue a destra in moderata salita, confluendo dopo alcuni minuti in una sterrata che si segue a sinistra. Giunti ad un punto panoramico, collocato nei pressi di un tornante destrorso, si continua a salire entrando presto nella parte bassa del paese di Chiastre 754 m. Raggiunta la S.P. 15, la seguiamo a sinistra per circa 2 km ammirando notevoli visuali panoramiche. Dopo una fontana e una svolta a destra, si scorge imbocco di un’evidente mulattiera collocata alla nostra destra. La seguiamo in costante salita (fontana sulla destra) approdando in circa 10 minuti di camino sul dorso di una panoramica costa nelle vicinanze del poggio dove è situato il Castello di Ravarano 786 m (proprietà privata). Da qui ci si dirige verso il paese di Ravarano attraversando il magnifico borgo del castello, continuando poi a scendere per stradina asfaltata. Rimesso piede nella S.P. 15, la si segue a destra per qualche minuto attraversando il ponte sul Torrente Arso. Subito dopo si entra nella borgata Borello di Ravarano, punto di partenza di questo magnifico anello.

 

 

 

 

 

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