Anello di Ravarano

100_4491-fileminimizer

Punto di partenza/arrivo: Ravarano, 677 m

Dislivello: 586 m 

Durata complessiva: 3,45/4 h

Tempi parziali: Ravarano-Mulino di Ravarano (25 min) ; Mulino di Ravarano-Villa di Casola (30 min) ; Villa di Casola-Dirupi di Malacosta (50 min) ; Dirupi di Malacosta-guado Torrente Baganza (1 h) ; guado Torrente Baganza-Chiastre (30 min) ; Chiastre-Castello di Ravarano-Ravarano (30 min)

Difficoltà: E

Attrezzatura: ordinaria da escursionismo

Ultima verifica: luglio 2016

Accesso stradale: Parma-Felino-Calestano-Ravarano

map-2

www.openstreetmap.org

Descrizione dell’itinerario 

Anello molto particolare che implica un doppio attraversamento, da una sponda all’altra, del Torrente Baganza. Nell’itinerario proposto l’aspetto che maggiormente spicca è quello della varietà ambientale. Lungo il percorso potremo infatti ammirare le spettacolari stratificazioni del Flysch del Monte Cassio, i conglomerati poligenici dei Salti del Diavolo e i panoramici Dirupi di Malacosta. La segnaletica CAI è presente nel tratto di Via Francigena da Casola a Cassio e nel sentiero n° 771 chiamato Via degli Scalpellini. Si consiglia vivamente di effettuare questo itinerario solo nei periodi di secca del Torrente Baganza. 

Dal centro di Ravarano (parcheggiare l’auto nella parte finale del paese e più precisamente nella borgata Borello di Ravarano) seguiamo una ripida stradina asfaltata che scende verso la chiesa del paese. Nei pressi del retro dell’edificio si imbocca a destra (cartello) una carraia che scende verso il fondo della Val Baganza. Giunti ad un bivio, collocato in prossimità di una netta svolta a sinistra, si ignora una traccia che si stacca a destra e si continua per il percorso principale che più avanti si inoltra nel bosco. La mulattiera-carraia effettua un paio di tornanti e si dirige verso il greto del Torrente Arso poco prima del quale il tracciato si interrompe poiché franato. Si continua a destra per sentiero (segnavia gialli fluorescenti) che dopo breve discesa deposita nel letto del torrente, sconvolto da un’alluvione. Lo si attraversa puntando all’evidente continuazione della mulattiera. Rimesso piede su quest’ultima, si continua a perdere quota e in corrispondenza di una svolta a destra ci si dirige a sinistra verso il vicino Mulino di Ravarano506 m. Poco più in basso si deve effettuare il primo guado del Torrente Baganza che potrebbe risultare impegnativo o impraticabile in caso di piena. Attraversato il corso d’acqua e superata una brevissima scarpata, si asseconda una traccia effettuando subito una svolta a sinistra. Stiamo percorrendo una mulattiera che ha origini antiche: in alcuni tratti emerge il selciato originario e splendidi muretti a secco, con sassi sistemati ad arte, affiancano il percorso. Il tracciato svolta poi a destra e procede in leggera salita all’interno di un magnifico ambiente boschivo. In seguito la mulattiera perde i suoi connotati: si presenta infatti come ampia traccia deformata da fenomeni di erosione e da frane. Si guadagna ripidamente quota ai piedi di una spettacolare parete del Flysch del Monte Cassio, ben visibile dall’atro lato della valle. Rientrati nel bosco, si continua in leggera salita attraversando un paio di corsi d’acqua (di cui il primo è quello più ampio), volgendo successivamente a sinistra. La mulattiera continua a guadagnare quota all’interno del bosco conducendo infine nel borgo di Villa di Casola655m. Immessosi nella Via Francigena, la si asseconda a sinistra attraversando la parte nuova del paese. Dopo un tratto assai ripido, il percorso svolta a sinistra procedendo in direzione ovest, alternando tratti in leggera salita a ripidi strappi. In seguito l’ampia traccia viene affiancata a sinistra da una recinzione, delimitante una proprietà privata, che ci accompagnerà per un buon tratto. Giunti nei pressi del cancello di ingresso della proprietà, si trascura a destra lo stradello d’accesso e si continua per il bel sentiero in salita affiancato a sinistra dalla menzionata recinzione e a destra dalle conifere di reimpianto che ammantano il versante sud-ovest del Monte Cassio. Oltre il termine della recinzione, il sentiero procede in piano e in leggera salita all’interno della pineta, attraversa alcuni solchi e conduce ad un bivio evidente collocato appena dopo un ruscello. Si abbandona il sentiero principale (che sale verso la non lontana SS 62) imboccando a sinistra una traccia in discesa. Poco dopo si incontrano alcuni segnavia bianco-rossi e si continua per il sentiero che perde quota conducendo in un’area con alberi caduti a terra che ostruiscono il percorso. Orientandosi con una targhetta di legno e con qualche segno fluorescente, si risale una ripida una costa per poi recuperare verso destra il sentiero interrotto. Dopo una faticosa salita, si guadagna una sella situata sul crinale dei Dirupi di Malacosta (assecondando a sinistra la dorsale di arenarie, si raggiunge un poggio dove si può ammirare uno dei più interessanti e inediti panorami di tutta la Val Baganza). Valicato il crinale, si continua per il sentiero segnato che scende ripido verso la valletta formata da un ruscello. Approdati nel letto di quest’ultimo (breve tratto di sentiero interrotto), si sale leggermente e svoltando a destra ci si immette poco più avanti in un’ampia traccia, proveniente dalla SS 62, che si segue a sinistra in discesa (il sentiero che abbiamo percorso costituisce una variante della Via Francigena). In corrispondenza di una curva a destra, un’apertura nel bosco permette di ammirare una notevole visuale sul fondo della Val Baganza caratterizzato dai conglomerati poligenici noti come Salti del Diavolo. Dopo una ripida discesa, Si procede in piano e in leggera salita per ampia mulattiera affiancata da prati e antichi esemplari di muretti a secco. Immessosi in un altro percorso, si giunge nei pressi di un’area pic-nic situata ai piedi di una conformazione appartenente ai Salti del Diavolo. Al bivio successivo si deve voltare a sinistra imboccando il sentiero n° 771, conosciuto come Via degli Scalpellini, mentre il percorso della Via Francigena continua verso il vicino borgo di Cassio (eventuale digressione). Si asseconda un’ampia traccia in costante discesa (all’inizio piuttosto ripida), giungendo, in circa venticinque minuti di piacevole cammino dal bivio di prima, nei pressi del greto del Torrente Baganza. In attesa che venga ripristinato il ponticello che unisce le due sponde, si effettua il secondo guado della giornata, impraticabile per diversi mesi dell’anno. Dopo una consigliabile sosta nell’area pic-nic che si incontra dopo il guado (il luogo in cui ci troviamo ha pochi eguali in tutto l’Appennino settentrionale), si inizia a guadagnare quota incontrando quasi subito un bivio (paletto con cartelli). Si va a sinistra per ottimo sentiero (n° 771) che oltrepassato un ruscello conduce ad un bivio su una specie di crinale boscoso. Da qui è consigliabile una breve digressione: dal cartello con scritto “punto panoramico”, si piega a sinistra per traccia in discesa che deposita su una cengia parallela alla cresta sommitale di un risalto che precipita verso il fondo della Val Baganza. Avendo piede assolutamente fermo, è possibile continuare per alcuni metri sulla stretta ed esposta cengia ammirando un paesaggio davvero straordinario. Ritornati al bivio di prima, si continua per il sentiero n° 771 che dopo un tratto in moderata pendenza si impenna notevolmente. Effettuata una svolta a destra, si continua a salire in modo sostenuto, guadagnando infine una selletta in corrispondenza di altre spettacolari conformazioni (panchina con pannello esplicativo). Immessosi in una carraia, la si segue a destra prima in piano e poi in moderata salita, confluendo più in alto in un’altra carrareccia che si asseconda a sinistra. Poco dopo, in corrispondenza di un tornante destrorso del tracciato, si ammira una notevole visuale panoramica sui Salti del Diavolo, tra cui spicca il bizzarro gendarme chiamato Lo Squalo. Continuando per il comodo percorso, si entra poco più avanti nella parte bassa del paese di Chiastre754 m. Raggiunta la SP 15, la seguiamo a sinistra per circa due chilometri ammirando notevoli visuali panoramiche. Dopo una fontana e una svolta a destra, si scorge, proprio in quest’ultima direzione, l’imbocco di un’evidente mulattiera. La seguiamo in costante salita (fontana sulla destra), approdando, in circa dieci minuti di cammino, sul dorso di una panoramica costa nelle vicinanze del poggio dove è situato il Castello di Ravarano786 m (proprietà privata). Da qui si scende verso il paese di Ravarano attraversando il magnifico borgo del castello, continuando poi a perdere quota per stradina asfaltata. Rimesso piede nella SP 15, la si segue a destra per qualche minuto fino ad attraversare il ponte sul Torrente Arso. Subito dopo si entra nella borgata di Borello di Ravarano, punto di partenza di questo magnifico e completo anello. 

VERSIONE STAMPABILE (PDF)

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...