Anello dell’Alta Val Baganza

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Punto di partenza/arrivo: ponte sul Torrente Baganza 878 m

Dislivello: 630 m ca.

Durata complessiva: 4,45/5 h

Tempi parziali: ponte sul Baganza-Casa Montana (30/40 min) ; Casa Montana-Pian della Capanna (25 min) ; Pian della Capanna-bivio in località S.Giovanni (40/45 min) ; bivio in località S.Giovanni-sella sud/est del Monte Borgognone (25 min) ; sella sud/est del Monte Borgognone-Monte Beccaro-Monte Fontanini (25 min) ; Monte Fontanini-sella sud del Groppo del Vescovo-Groppo del Vescovo (40 min) ; Groppo del Vescovo-sella nord del Groppo del Vescovo-Graniti di Rombecco (20 min) ; Graniti di Rombecco-Casa Rombecco (10/15 min) ; Casa Rombecco-La Chiastra (40/45 min) ; La Chiastra-Ponte sul Torrente Baganza (25 min)

Difficoltà: E

Attrezzatura: ordinaria da escursionismo

Ultima verifica: luglio 2016

Accesso stradale: Parma-Berceto. Dal Poggio Enzo Ferrari, che costituisce la parte alta del paese di Berceto, si imbocca a sinistra la S.P. 15 in direzione di Calestano abbandonandola quasi subito svoltando bruscamente a destra (cartello giallo con scritto: “passeggiata nella pineta”). Dopo un tratto in salita a fianco di alcune case, la carrozzabile, ora sterrata, scende verso il fondo della valle formata dal Torrente Baganza. Si oltrepassa il bivio per Fioritola e si continua per lo stradello ancora per un buon tratto. Un’ultima discesa precede il ponte sul Torrente Baganza, prima del quale occorre parcheggiare l’auto in uno spiazzo a sinistra 

map2www.openstreetmap.org  Il tracciato evidenziato nella mappa nel tratto Rombecco-Felegara è puramente indicativo

Descrizione dell’itinerario 

Splendido e completo anello che permette un’approfondita conoscenza delle peculiarità ambientali dell’Alta Val Baganza 

Dal ponte sul Torrente Baganza si sale per sterrata ignorando una carraia che si stacca a sinistra del percorso principale quando esso effettua una netta svolta a destra. Si continua per la carraia che procede in direzione sud compiendo in seguito un tornante sinistrorso. Un breve tratto verso nord precede un altro tornante, destrorso, che riconduce nella direzione di prima. Si giunge poco dopo ad un bivio dal quale, trascurata una traccia che si stacca a destra, si continua per il percorso principale, ora cementato, che effettua in ripida salita un paio di tornanti. Si prosegue per stradello sterrato, affiancato da una linea elettrica, in costante salita, fino a raggiungere un altro bivio dove si ignora un’ampia sterrata che si stacca a sinistra (si tratta di una diramazione secondaria). Si continua invece diritto per bella carraia che penetra in un fitto bosco di latifoglie. Procedendo inizialmente in discesa (con brevi saliscendi) poi in lieve salita, si giunge ad un ulteriore bivio dove si abbandona a destra il percorso segnato e si continua a sinistra per ampia traccia che subito si biforca. Scelto il ramo di destra (possiamo seguire anche quello di sinistra) si sale in moderata pendenza fino ad approdare nel magnifico altipiano prativo di Casa Montana, 1088 m. Dalla baracca in lamiera con vasca-abbeveratoio, si attraversa la radura in direzione est verso il vicino limite del bosco, notando, dietro il capanno, dei suggestivi ruderi. Guardando a destra dovremmo riuscire ad individuare un’apertura nel bosco: ci dirigiamo verso essa intercettando un sentiero che a sua volta si immette in un’ampia traccia che si segue a destra. Si tratta di una vecchia mulattiera che costituisce la via di collegamento tra le radure di Casa Montana e i pascoli di Pian della Capanna. Il percorso procede inizialmente in salita (si ignorano ai lati tracce secondarie) all’interno di un ambiente boschivo di rara bellezza. Dopo alcuni minuti ci si trova alla base di magnifici pendii prativi sopra i quali si innalza la cresta dei Groppi Rossi. La mulattiera si restringe poi a sentiero, il quale, doppiato un costone, conduce in un ripiano prativo di ineguagliabile bellezza. Dopo un’eventuale sosta, si deve svoltare a destra in leggera discesa per labile traccia nell’erba, avendo come punto di riferimento, oltre i paletti/segnavia del sentiero n° 731A, la sottostante macchia boscosa. Dietro quest’ultima si trovano ruderi di Pian della Capanna, 1120 m, situati nel contesto di bucolici pascoli. Si attraversano i prati in direzione sud orientandosi con i paletti/segnavia del sentiero n° 731. Entrati nel bosco, si guada un ruscello sconvolto da una recente alluvione, cui fa seguito l’attraversamento di un solco. Si continua per il sentiero, ora ben marcato, incontrando a sinistra una traccia con segni di vernice fluorescente che appartengono alla segnaletica per le MTB. Il percorso procede in leggera salita uscendo poco dopo dal bosco, sbucando in una radura che si risale. Si oltrepassa un cancello per il bestiame oltre il quale si svolta a destra continuando per traccia evidente che effettua una larga curva a sinistra. Giunti nel margine superiore della radura, si svolta a destra e si attraversano altri prati con macchie boscose. Rientrati nel bosco in prossimità di un ruscello, si svolta a sinistra e si sale parallelamente al corso d’acqua. Guadatolo, si continua su sentiero non molto incavato fino ad immettersi in un più marcato percorso che si segue a destra. In breve si giunge al sommo di uno splendido pendio prativo che regala notevoli visuali verso il non lontano crinale Baganza/Magra. Il tracciato piega successivamente a sinistra (segnavia) e continua in salita lungo il margine di un’ampia radura. Dopo una svolta a destra e l’attraversamento della menzionata radura, il percorso si allarga a carraia. L’assecondiamo confluendo più avanti in un’altra carrareccia che, procedendo in leggera discesa, conduce in località S. Giovanni, 1328 m (cancello da scavalcare). Il percorso n° 731 si immette qui in un’ampia carraia, contrassegnata n° 741, che si segue a destra in discesa. Poco dopo si giunge ad un incrocio dove si continua diritto attraversando una radura con arbusti. Rientrati nel bosco, il sentiero riprende a salire effettuando una netta svolta a destra per poi attraversare un’altra ampia radura che regala notevoli visuali verso il Monte Caio e la dorsale Bratica/Parma. Continuando per il bel percorso, si giunge senza possibilità di errore ad un bivio (paletto con cartelli) dove ci si immette nel sentiero 00, proveniente dal Passo del Cirone, che si segue a destra. Dopo una breve ma ripida salita si approda alla sella SE del Monte Borgognone, 1353 m, collocata tra l’anticima orientale di quest’ultimo e la sua cima occidentale. Dal valico si segue il sentiero 00 che taglia in quota i pendii prativi del versante meridionale della cima ovest del Borgognone, conducendo in breve ad un’altra sella di crinale. Si continua lungo il magnifico percorso 00 che si tiene a destra della dorsale spartiacque, offrendo straordinarie visuali sulla sottostante Val Baganza con i Groppi Rossi a destra. Una volta giunti in prossimità del crinale est del Monte Beccaro, si abbandona il percorso 00 per salire liberamente lungo la panoramica dorsale, oltrepassando scomodamente una recinzione con filo spinato. Guadagnata la sommità dell’appena menzionato Monte Beccaro1378 m, si scende per il crinale NW dirigendosi verso la prossima cima della dorsale Baganza/Magra. Rimesso piede nell’ampia traccia del percorso 00, la seguiamo superando un paio di ripidi strappi, conquistando infine la notevole sommità del Monte Fontanini1400 m, caratterizzata (come per i monti BorgognoneBeccaro Valoria) dalla presenza di un cippo confinario del 1828. Da qui il crinale – e con esso il sentiero 00 – piega verso nord: lo seguiamo in costante discesa ammirando notevoli visuali panoramiche. In venti minuti di cammino dalla sommità del Fontanini si giunge, dopo una breve contropendenza, alla sella sud del Groppo del Vescovo, 1193 m, dove si ignora il sentiero n° 733a che continua diritto. Svoltiamo invece a sinistra risalendo il ripido profilo ovest del groppo, fino ad approdare sulla prima quota (1245 m) della montagna. Il luogo in cui ci troviamo è semplicemente straordinario: vertiginose e friabili pareti calcaree precipitano verso la sottostante valletta caratterizzata da dolci pascoli e macchie di bosco. Continuiamo a seguire, molto spesso senza traccia, il filo del crinale, prestando attenzione all’esposizione e a un filo spinato a volte nascosto dall’erba alta (di particolare bellezza è un gendarme calcareo dalla forma slanciata situato appena più in basso rispetto il filo di cresta). Si continua successivamente restando a destra del crinale, giungendo infine ad una marcata selletta sopra la quale si erge l’ultima quota, 1243 m, della cresta del groppo. Il sentiero volge a destra per poi scendere ripido in direzione della sottostante sella nord del Groppo del Vescovo1176 m, punto di incrocio di ben cinque percorsi. Si ignora innanzitutto a sinistra una carraia che scende verso Groppoli, trascurando anche la continuazione del sentiero 00 diretto al Monte Valoria e una mulattiera che verso est attraversa le pendici del Groppo del Vescovo. Si prosegue invece lungo un’evidente carraia che procede verso nord-ovest in direzione del Monte Formigare e di Casa Rombecco. Entrati nel bosco, il tracciato effettua un paio di tornanti discendendo in seguito una bella radura, conducendo in questo modo all’interno dell’appartata valletta formata dal Rio Baganzolo dove ci si immette nel sentiero n° 733a a poca distanza dai Graniti di Rombecco. Da qui possiamo, con breve deviazione, raggiungere il punto più alto delle stratificazioni di granito per traccia che si rinviene dopo aver guadato il rio. Si continua per il percorso segnato che dopo una svolta a destra entra nel bosco e procede a saliscendi oltrepassando un paio di rii. Giunti ad un primo bivio, situato nei pressi di una costa boscosa, si prosegue a destra; al bivio successivo, invece, si abbandona a destra il percorso segnato per scendere a sinistra verso la sottostante radura. Al centro di essa si trovano i ruderi, sommersi dalla vegetazione, di Casa Rombecco, 1084 m: il luogo è assolutamente magnifico, ideale per una sosta ristoratrice. Dai ruderi si deve attraversare verso sinistra, in leggera discesa, la radura, evitando di scendere fino al suo limite inferiore, dove è visibile una carraia che si inoltra nel bosco. Puntiamo invece ad un mucchio di sassi, collocato a sinistra in corrispondenza del margine del bosco, raggiunto il quale si penetra, sempre verso sinistra, nella copertura boscosa. Si mette piede in un’ampia traccia che verso ovest scende ripida a guadare il Rio Baganzolo, già incontrato in precedenza. Dopo il guado si continua per magnifica mulattiera ancora incredibilmente intatta – scampata quindi da frane e moto da cross – che costituisce l’antico accesso a Casa Rombecco. Inizialmente il tracciato, piuttosto sassoso, procede in ripida salita, proseguendo poi in piano a mezza costa. Si continua lungamente per la bella e comoda mulattiera, attraversando alcuni ripidi solchi e ignorando una labile traccia che scende verso il fondo della valletta formata dal Rio Baganzolo. Dopo aver oltrepassato un ruscello, la mulattiera sale piuttosto ripida fino ad immettersi in un sentiero proveniente da sinistra. Si prosegue nella stessa direzione di prima e in leggera salita si approda sul crinale del Monte Conca la cui sommità è situata più a nord rispetto al punto in cui siamo. Si scende nel versante opposto (Manubiola) per ampia e ripida traccia, molto invasa dalla vegetazione, che poco dopo piega a destra e continua a scendere verso NE. Dopo un’altra breve ma ripida discesa verso ovest, compaiono dei segni di vernice rossa, mentre il tracciato, ora più evidente, riprende la direzione NE. Si transita sotto un palo dell’elettrodotto e si continua a scendere per il bel sentierino che poi sale brevemente conducendo su una costa con stratificazioni rocciose. Si riprende a scendere assecondando i segni rossi anche quando essi si spostano a destra rispetto al sentiero che stiamo seguendo. Giunti nei pressi di una radura, si oltrepassa la recinzione con filo spinato che la delimita e si cammina nell’erba alta rinvenendo nel lato opposto un’evidente traccia. Poco dopo si transita nei pressi di una costruzione diroccata, entrando infine nel magnifico nucleo di La Chiastra. Si tratta di due case abbandonate situate quasi a ridosso di un notevole gendarme ofiolitico, la cui sommità sembrerebbe a prima vista di problematico accesso. Dopo aver perlustrato la zona (l’altra casa si raggiunge oltrepassando un cancello a sinistra), si assecondano i segni rossi lungo una traccia che si mantiene nei pressi della dorsale spartiacque Baganza/Manubiola. Raggiunta una selletta, si piega a sinistra (abbandonando in questo modo i segnavia rossi) approdando poco dopo in una bella radura con fonte-abbeveratoio ai piedi del boscoso profilo nord-ovest del Monte Cavallo e a poca distanza dal nucleo agricolo di Felegara. Messo piede su una carraia erbosa, la si segue a destra entrando presto in un fitto bosco. L’ampia traccia, procedendo in costante discesa, effettua alcune svolte (ad un bivio si prosegue a destra) riconducendo in breve nella sterrata proveniente dal Poggio di Berceto a poca distanza dal ponte sul Torrente Baganza, quest’ultimo situato alla nostra destra. 

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