Borello dello Sbirro: anello dal Ponte del Cogno

Punto di partenza/arrivo: Ponte del Cogno, 982 m

Dislivello: 260 m ca.

Durata complessiva: 2,45/3 h

Tempi parziali: Ponte del Cogno-greto del Torrente Parma di Badignana (45 min) ; greto del Torrente Parma di Badignana-Borello dello Sbirro (30 min) ; Borello dello Sbirro-Cancelli (30 min) ; Cancelli-La Vezzosa (20 min) ; La Vezzosa-Ponte del Cogno (40 min)

Difficoltà: E

Attrezzatura: ordinaria da escursionismo

Ultima verifica: settembre 2016 ; giugno 2021

Riferimento bibliografico: Daniele Canossini – LE VALLI DI PARMA E L’ALTA LUNIGIANA – l’Escursionista 2002

Accesso stradale: Parma-Langhirano-Pastorello-Bosco di Corniglio. Il Ponte del Cogno è situato a due chilometri circa da Bosco, lungo strada d’accesso alla località Cancelli

 

mapwww.openstreetmap.org 

 

Descrizione dell’itinerario    

Inusuale anello alla scoperta di angoli remoti della foresta dell’Alta Val Parma.    

Imboccata una carrareccia (percorso CAI n° 721) si procede verso est passando inizialmente a fianco di una croce di pietra con iscrizione. Ignorato il percorso dell’acquedotto, si volge subito a destra costeggiando inizialmente una casa collocata in splendida posizione. Il percorso avanza in piano/lieve discesa verso sud affiancato dai pittoreschi campi della Piana del Cogno, offrendo notevoli visuali del Monte Roccabiasca. Progressivamente si penetra nella valletta formata dal Torrente Parma di Francia (delle Guadine) che si attraversa tramite il Ponte del Prolo (a sinistra si ammira il vecchio manufatto). Trascurata subito dopo una carraia inerbita che si stacca a sinistra, al bivio che si presenta poco più avanti si continua diritto/destra avanzando in moderata pendenza. Compiuta una netta svolta a destra, si penetra nella valle formata dal Torrente Parma di Badignana nella cui sponda sinistra orografica si svilupperà la sezione successiva del percorso. Si procede in salita piuttosto ripida fino ad un bivio (indicazioni) dove occorre prendere il tracciato di sinistra (CAI n° 720) ignorando a destra la continuazione del segnavia n° 721. La carraia avanza perlopiù in piano e in leggera discesa all’interno di un ambiente boschivo tra i più suggestivi a livello appenninico. All’unico bivio che implica un’opzione si continua diritto trascurano un’inerbita traccia si stacca a destra. Si prosegue lungamente, senza possibilità di errore, per lo splendido percorso, uscendo molto più avanti, appena dopo una brusca svolta a sinistra, in un’area disboscata. Attraversatala, si volge a destra rientrando nell’autoctono bosco di faggio. Dopo aver costeggiato una radura colonizzata da arbusti, si giunge in vista di una sbarra metallica nei pressi del greto del Torrente Parma di Badignana. Qui occorre individuare una labilissima traccia che si stacca a destra appena prima della menzionata sbarra: si tratta di un sentiero, risalente agli anni ’20 o ’30 del secolo scorso, che ebbe all’epoca una certa importanza, come è dimostrato dalle traverse in pietra per lo scolo dell’acqua che si incontrano (cfr. Daniele Canossini: “Le Valli di Parma e L’Alta Lunigiana”, pag. 235). Dopo l’iniziale obliquo ascendente in direzione sud/sud-ovest, Il tracciato effettua quattro ben delineati tornanti risalendo in questo modo il ripido pendio boscoso che costituisce la sponda sinistra orografica della valle formata dal Torrente Parma di Badignana. Il sentiero, sempre più labile, conduce poi in una sorta di ampia costa/dorsale delimitata a destra da un ruscello e digradante verso sud con un pendio che costituisce la sponda sinistra orografica del Canal Secco. Intercettando con difficoltà il vecchio percorso (riconoscibile in alcuni punti per le traverse in pietra), si effettuano altre svolte progredendo in direzione ovest parallelamente al menzionato ruscello di destra. Ci si dirige verso un pendio ripido e insolcato, notando a destra, in corrispondenza del menzionato ruscello, un masso dalla particolare forma triangolare. Per traccia più incavata si avanza per un breve tratto parallelamente al corso d’acqua, per poi salire a destra verso un solco. Dopo pochi metri occorre volgere a sinistra e oltrepassare la base di un secondo solco. Effettuata una netta curva a destra, si penetra nella valletta formata dal Canal Secco, dove si incontrano i segnavia del percorso CAI n° 721B. Li assecondiamo continuando a progredire ancora per un breve tratto lungo la sponda sinistra orografica della valletta formata dal menzionato rio. Giunti ad un evidente bivio, si volge nettamente a destra trascurando a sinistra la vecchia mulattiera per i Lagoni, non percorribile nella sezione successiva in quanto franata. Si avanza in modo pianeggiante per marcato sentiero, fino ad immettersi in una poco riconoscibile carraia di esbosco che sostituisce il vecchio tracciato. La si asseconda comodamente compiendo poco più avanti un saliscendi, volgendo dopo quest’ultimo a destra in discesa. Piegando poi nettamente a sinistra, si rientra nella più fitta faggeta e si avanza per sentiero poco incavato ma ottimamente contrassegnato. Effettuate, appena dopo un ruscello asciutto, due piccole svolte, si continua per traccia più ampia e maggiormente incavata. Si procede in lieve salita parallelamente ad un solco formato da un corso d’acqua, fino a varcarne il ramo sinistro. Costeggiato un rimboschimento a conifere, si raggiunge un bivio con indicazioni a poca distanza da un mucchio di sassi: è ciò che rimane del rifugio forestale chiamato Borello dello Sbirro, 1207 m. “Il toponimo forse si riferiva alla presenza di guardie insediate qui per il presidio di ricchi boschi” (cfr. Daniele Canossini). A destra dei resti del rudere si nota un vano circolare: si tratta con grande probabilità di una ghiacciaia. Dal mucchio di sassi si continua a sinistra per l’evidente sentiero che conduce su una dorsale boscosa, individuando qui un ampio ma labile percorso che scende a destra. Proseguendo diritto/sinistra si sbuca in breve nella carrozzabile Cancelli-Lagoni. Seguiamo la sterrata a destra in direzione della prima località, 1236 m, cui giungiamo in circa venti minuti di rilassante cammino. Da qui si prosegue per sentiero (percorso CAI n° 725B) che si diparte sulla destra della strada per Lagdei, scavalcando inizialmente una dorsale boscosa. La traccia, invero poco evidente, perde quota compiendo una svolta a sinistra, immettendosi poco dopo in un più marcato percorso. Assecondandolo a sinistra, ci si inserisce in una carraia proveniente dalla carrozzabile per Lagdei. La si segue a destra effettuando diversi e comodi tornanti all’interno di un suggestivo bosco di conifere. Raggiunto il bivio con la mulattiera (CAI n° 725C) che riconduce al Ponte del Cogno, proseguiamo diritto/sinistra attraversando tramite ponte il Torrente Parma di Lago Santo. Poco dopo si incontra la recinzione che delimita il Vivaio Forestale La Vezzosa al cui interno si trova un piccolo rifugio con tavoli e panche. Dopo una meritata sosta e un’approfondita perlustrazione dell’area in cui ci troviamo, si ritorna al bivio di prima da cui si imbocca la bella mulattiera contrassegnata CAI n° 725C. Attraversato un ripiano ammantato da conifere, si inizia a perdere lievemente quota nella sponda destra orografica della valle formata dal Torrente Parma di Lago Santo. Il tracciato è molto evidente e non abbisogna di particolari spiegazioni, eccetto l’ovvia indicazione di trascurare a destra due percorsi che si staccano dal nostro. Usciti in un’area disboscata, si compie un tornante sinistrorso che anticipa uno destrorso. Al crocicchio che si presenta appena dopo, si volge bruscamente a sinistra e si perde quota per ampio sentiero. Compiuto un tornante destrorso, si scende parallelamente al Torrente Parma di Lago Santo fino a sbucare nella strada per i Cancelli (fontana) in corrispondenza del Ponte del Cogno. 

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