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Rombecco e Monte Cavallo da Berceto

07 Set

100_3814

Punto di partenza/arrivo: Berceto 808 m

Dislivello: 520 m ca.

Durata complessiva: 4 h

Tempi parziali: Berceto-Tugo (20/25 min) ; Tugo-bivio con il sentiero 733a (30 min) ; sentiero 733a-Casa Rombecco (30 min) ; Casa Rombecco-crinale del Monte Conca-sterrata per La Chiastra-Felegara (1 h ca.) ; Felegara-Monte Cavallo (30 min) ; Monte Cavallo-Poggio Enzo Ferrari-Berceto (45 min)

Difficoltà: E

Attrezzatura: ordinaria da escursionismo

Ultima verifica: giugno 2016

Accesso stradale: Parma-Fornovo-autostrada A15-Berceto

map-3Stralcio della mappa dal sito: http://www.openstreetmap.org  Il tracciato evidenziato nella mappa nel tratto Felegara-dorsale del Monte Cavallo è puramente indicativo.

map-1Stralcio della mappa dal sito: http://www.openstreetmap.org  Il tracciato evidenziato nella mappa nel tratto Rombecco-Felegara è puramente indicativo.

 

Descrizione dell’itinerario

Anello insolito ma di notevole interesse che permette la conoscenza di angoli remoti dell’Alta Val Baganza.
Nella prima parte si segue la Via Francigena transitando per Tugo di Berceto e lambendo il nucleo agricolo di Felegara. 15 minuti prima della sommità del Monte Valoria, si devia a sinistra in direzione di Casa Rombecco. Da quest’ultima località si fa ritorno a Felegara tramite una magnifica mulattiera, “invisibile” in molte mappe della zona, che costituisce l’antico accesso a Rombecco. L’ultima sezione del percorso consiste nell’attraversamento della dorsale del Monte Cavallo, il cui versante occidentale è ammantato da una folta pineta.
Si parcheggia l’auto nella parte bassa di Berceto, in uno spiazzo situato a destra poco dopo essere entrati nel paese provenendo dall’autostrada. Dal parcheggio si ripercorre per un breve tratto la strada da cui siamo giunti, per imboccare a sinistra (paletto con cartelli) una mulattiera che sale verso SW. Il tracciato della Via Francigena è molto lineare e ottimamente segnato, e conduce in 20/25 minuti di rilassante cammino alla frazione Tugo di Berceto. Messo piede sulla S.S. 62, la si attraversa, per imboccare nel lato opposto (paletto con cartelli) uno stradello diretto al nucleo di Felegara. Godendo di visuali sempre più ampie, si segue la stradina che, dopo una svolta verso sinistra, procede in ripida salita. Giunti ad un bivio collocato nelle vicinanze di Felegara (fontana a sinistra), si va a destra continuando ad assecondare i segnavia della Via Francigena. L’ampia traccia sale in moderata pendenza all’interno del bosco (ad un bivio situato in prossimità di un affioramento ofiolitico, si lascia a sinistra una carraia diretta al nucleo La Chiastra) e, in alcuni tratti, è alquanto rovinata dal passaggio di fuoristrada. Dopo 20 minuti di cammino si incontra un bivio (paletto con cartelli), dove si prosegue diritto in salita, ignorando a destra una traccia (si tratta di una variante della Via Francigena proveniente dall’Ostello della Cisa). Il percorso in seguito passa sotto la rumorosa linea dell’alta tensione, procedendo per un tratto al suo fianco: è difficile non riflettere riguardo la deturpazione operata dall’onnipresente elettrodotto che attraversa buona parte dei monti della sponda destra della Val Baganza fino a Calestano. Giunti ad un altro bivio (paletto con cartelli) si abbandona la Via Francigena (il cui tracciato raggiunge in 15 minuti la panoramica sommità del Monte Valoria, 1229 m), e si piega a sinistra lungo il sentiero n° 733A. Percorriamo ora una bellissima mulattiera che in costante discesa (dopo 5 minuti dal bivio si incontra a sinistra una fontana) conduce nel fondo della valletta formata dal Rio Baganzolo. Si tagliano le erbose pendici del Monte Formigare, si guada poco dopo il Rio Baganzolo, e si continua attraversando una magnifica radura per traccia un po più labile. Quando il sentiero piega decisamente a destra, guardando a sinistra si nota un’apertura nel bosco: ci si dirige verso essa, giungendo subito dopo su un poggetto panoramico dove è possibile ammirare un magnifico affioramento granitico. Si tratta, appunto, dei Graniti di Rombecco, che rappresentano le rocce più antiche del parmense, risalenti all’Età Paleozoica. Si continua per ampia mulattiera-carraia, anch’essa in alcuni tratti alquanto rovinata da profondi solchi, che procede a saliscendi all’interno del bosco oltrepassando alcuni rii. Giunti ad un primo bivio, nei pressi di una costa boscosa, si prosegue a destra; al bivio successivo, invece, si abbandona a destra il percorso segnato per scendere a sinistra verso la sottostante radura. Al centro di essa troviamo i ruderi, sommersi dalla vegetazione, di Casa Rombecco, 1084 m: il luogo è assolutamente magnifico, ideale per una sosta ristoratrice. Dai ruderi si deve attraversare verso sinistra, in leggera discesa, la radura, evitando di scendere fino al suo limite inferiore, dove è visibile una carraia che si inoltra nel bosco. Puntiamo invece ad un mucchio di sassi, collocato a sinistra nei pressi del margine del bosco, raggiunto il quale si penetra, sempre verso sinistra, nella vegetazione. Si mette piede in un’ampia traccia che verso ovest scende ripida a guadare il Rio Baganzolo già attraversato in precedenza. Dopo il guado si continua lungo una magnifica mulattiera ancora incredibilmente intatta, scampata da frane e moto da cross, che costituisce l’antico accesso a Casa Rombecco. Inizialmente il tracciato, piuttosto sassoso, procede in ripida salita per poi proseguire in piano e, dopo una breve discesa, pianeggiare a mezza costa. Si continua lungamente per la bella e comoda mulattiera attraversando alcuni ripidi solchi e ignorando una labile traccia che scende verso il fondo della valletta formata dal Rio Baganzolo. Dopo aver oltrepassato un ruscello, la mulattiera sale piuttosto ripida fino ad immettersi in un sentiero proveniente da sinistra. Si prosegue nella stessa direzione di prima e in leggera salita si approda sul crinale del Monte Conca, poco più a nord rispetto la sommità di quest’ultimo. Si scende nel versante opposto (Taro) per ampia e ripida traccia, molto invasa dalla vegetazione, che poco dopo piega a destra e continua a scendere verso NE. Dopo un’altra breve ripida discesa verso ovest, compaiono dei segni di vernice rossa e il tracciato, ora più evidente, riprende la direzione NE. Si transita sotto un palo dell’elettrodotto e si continua a scendere per il bel sentierino che, dopo una breve risalita e un ultimo tratto in discesa, confluisce in una carrareccia diretta al nucleo La Chiastra. La seguiamo a sinistra, transitando nei pressi di alcune baracche ed immettendosi dopo qualche minuto nel tracciato della Via Francigena, poco a monte della frazione di Felegara. Giunti al bivio con fontana adiacente, si attraversa il bel nucleo agricolo (attenzione alla possibile presenza di cani liberi e poco ospitali) oltre il quale una carraia in salita conduce alla base del boscoso profilo meridionale del Monte Cavallo. Oppure, prima del bivio, si contorna in salita il margine destro di un campo, effettuando un ampio semicerchio ed immettendosi nella carraia proveniente da Felegara. Da qui si diparte una traccia di sentiero (all’inizio piuttosto labile) che risale ripidamente il boscoso profilo del Monte Cavallo. Dopo 15/20 minuti di faticosa salita, si esce dal bosco, giungendo su un panoramico poggio. Si oltrepassa una recinzione e si continua per la panoramica dorsale godendo di straordinarie visuali. La traccia è abbastanza evidente, anche se in alcuni tratti risulta decisamente inerbita, segno di una sua scarsissima frequentazione. Restando sempre sul crinale, o nei suoi pressi, si oltrepassa l’impercettibile sommità del Monte Cavallo, 1067 m, e si continua per la panoramica dorsale. Prima di un’altura, dove è collocato un palo dell’alta tensione, l’incerta traccia piega repentinamente a sinistra entrando all’interno del bosco di conifere che caratterizza il versante ovest di questa montagna. Poco più in basso, ad un bivio poco evidente, si prende la traccia di destra che discende una costa boscosa, per poi piegare a sinistra procedendo a mezza costa. Dopo un’ultima discesa si giunge ad una bella fontana con madonnina, confluendo in una marcata traccia che si segue a destra tagliando a mezza costa il pendio boscoso. Effettuando alcune svolte, si esce dal bosco e si continua contornando alcuni campi, godendo di notevoli visuali sui monti dell’Alta Val Baganza. Confluiti in una carraia, ci si immette poco dopo in uno stradello asfaltato che si segue a sinistra transitando nei pressi di alcune case. Messo piede nella S.P. 15, andando a sinistra si arriva subito al Poggio Enzo Ferrari, che costituisce la parte alta del paese di Berceto. Per tornare al parcheggio, collocato nella parte bassa, possiamo attraversare il paese, visitando così il Duomo di epoca romanica. Oppure, appena dopo il Poggio Enzo Ferrari, si imbocca a sinistra un ripido viottolo (Antica Via della Rasa) che conduce nella parte bassa di Berceto, non lontani dallo spiazzo dove abbiamo parcheggiato l’auto.

 

 

 

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