Cime Canuti e Monte Malpasso: anello dal Passo del Lagastrello

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Punto di partenza/arrivo: Passo del Lagastrello 1198 m

Dislivello: 650 m ca.

Durata complessiva: 4,45/5 h

Tempi parziali: Passo del Lagastrello-tornante quota 1158 m-Foce Banciola (1,45 h) ; Foce Banciola-Cima Canuti Est (45 min.) ; Cima Canuti Est-Monte Malpasso-Passo Sasseda (1 h) ; Passo Sasseda-Lago Squincio-Passo del Lagastrello (1,15 h)

Difficoltà: E+/EE

Ultima verifica: giugno 2016

Attrezzatura: ordinaria da escursionismo

Accesso stradale: Parma-Langhirano-Pastorello-Lagrimone-Ranzano-Monchio-Rigoso-Passo del Lagastrello

map(1)www.openstreetmap.org

Descrizione dell’itinerario

Anello di grande interesse e pregio ambientale nonché panoramico. Il sentiero CAI n° 110, diretto alla Foce Banciola, risente di una segnaletica all’inizio piuttosto carente. Il crinale delle Cime Canuti è, in alcuni tratti, abbastanza esposto e andrebbe affrontato solo con terreno asciutto.

Dal Passo del Lagastrello si scende per alcuni minuti lungo la S.S.665 fino ad un tornante sinistrorso (paletto con cartelli) dove si abbandona l’asfalto per imboccare a destra il sentiero n° 110 diretto alla Foce Banciola. All’inizio il tracciato non è molto evidente e i segnavia sono latitanti: è necessario spostarsi in obliquo verso sinistra entrando poi nel bosco (sbiadito segnavia sul tronco di un albero). Si attraversa un ruscello (in estate asciutto) e si risale una radura per traccia appena accennata. Messo piede su una panoramica costa, il percorso diviene più marcato e i segnavia più evidenti. Si procede per sentiero in moderata pendenza all’interno del bosco tenendosi in prossimità del dorso della già menzionata costa. Si prosegue assecondando attentamente i segnavia, spostandosi successivamente a sinistra ed avanzando a mezza costa lungo una ripida sponda boscosa. Usciti temporaneamente dal bosco, si attraversa un solco con massi di arenaria rientrando poco dopo nella vegetazione, continuando per l’evidente sentiero ancora per poco. Dobbiamo infatti svoltare bruscamente a destra, seguendo un ripida traccia che risale il dorso di una costa boscosa. Il percorso si sposta successivamente verso sinistra procedendo a mezza costa, conducendo in breve ad un rio che si attraversa per traccia parzialmente franata. Si continua sempre a mezza costa, oltrepassando un altro ruscello e procedendo ulteriormente in piano. Dopo un ometto, il sentiero 110 inizia a risalire il pendio boscoso compiendo numerosi tornanti: la traccia è abbastanza evidente e i segnavia, seppur piuttosto sbiaditi, sono collocati in modo ottimale. Usciti definitivamente dal bosco, si penetra all’interno di una splendida valle dominata sulla destra dalla poderosa bastionata meridionale delle Cime Canuti. Si procede a mezza costa in leggera salita, prestando attenzione ai segnavia in questo tratto molto latitanti: è sufficiente tenere in basso e a sinistra il limite del bosco. Raggiunto e lambito il limite della vegatazione, si entra in una bella conchetta (paletto con segnavia del CAI) e per traccia piuttosto ripida si guadagna infine la Foce Banciola, 1684 m. Dalla sella, collocata tra il Monte Bocco e la quota 1740 m delle Cime Canuti, avanziamo verso quest’ultima. Dobbiamo ora affrontare un tratto di crinale decisamente ripido: i segnavia del sentiero 00 consentono di evitare alcuni blocchi rocciosi. Guadagnata la sommità di una prima quota, si scende brevemente riprendendo subito a salire. Dopo aver aggirato a destra uno spuntone, si raggiunge faticosamente la prima vetta, denominata Cima Pitturina 1740 m, della cresta delle Cime Canuti. Dalla cima si scende lungo il crinale est aggirando a sinistra un gendarme verticale (attenzione in caso di bagnato). Poco dopo si effettua un traverso a destra in leggera esposizione e, per ripida traccia, si guadagna faticosamente la Cima Canuti Ovest, 1737 m. Sempre per crinale si perde quota per poi risalire in direzione della Cima Canuti Est, 1743 m, che si guadagna in breve. Continuando lungo il sentiero 00, si scende alla vicina selletta (Sella Canuti, 1696 m), da cui, in pochi minuti di cammino, si approda sulla cima disposta più ad est del lungo crinale Parma/Massa: il Monte Malpasso, 1714 m. Dalla sommità di quest’ultimo si continua verso est lungo il percorso di crinale, oltrepassando subito una quota secondaria, procedendo in direzione del limite del bosco che si raggiunge dopo alcuni minuti di rilassante cammino. Qui giunti si svolta repentinamente a sinistra penetrando all’interno della faggeta e, assecondando gli ottimamente posizionati segnavia, si discende un ripido profilo boscoso. Più in basso si esce al sommo di un pendio aperto che si discende mirando al sottostante segnavia, da cui si piega a destra svoltando appena dopo a sinistra. Messo piede su un boscoso crinale si raggiunge in breve il Passo Sasseda, 1479 m, da cui si prende a destra il percorso n° 00/703. Il sentiero, ben evidente e ottimamente segnato, discende nella prima sezione un ripido pendio boscoso effettuando diversi tornanti. Dopo un tratto in piano, il percorso riprende a scendere all’interno del bosco in direzione del non lontano Lago Squincio, 1240 m. Poco prima di quest’ultimo, il sentiero confluisce in una traccia trasversale che si segue a sinistra (numerosi e puntuali segnavia), giungendo in breve a lambire la sponda occidentale del lago. Dopo la diga, l’ampia traccia attraversa una radura conducendo ad un paletto con cartelli: si abbandona il sentiero 703 e, verso destra, si mette piede su una carraia, contrassegnata nelle mappe come percorso 00, che procede in piano. In 20 minuti di rilassante cammino si fa ritorno al Passo del Lagastrello, punto di partenza della nostra escursione.

 

 

 

 

 

 

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