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Monte Caio: anello da Musiara Superiore

28 Mag

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Punto di partenza/arrivo: Musiara Superiore 1045 m

Dislivello: 538 m

Durata complessiva: 4,45/5 h

Tempi parziali: Musiara-Monte Pesdonica (45 min-1h) ; Monte Pesdonica-“Grande Faggio” (45 min) ; “Grande Faggio”-sommità Monte Caio (1 h ca.) ; Monte Caio-Costa Grande (30-40 min) ; Costa Grande-Schia-Pian della Giara (45/50 min) ; Pian della Giara-Musiara (45 min)

Difficoltà: E (E+ in un tratto)

Ultima verifica: maggio 2016

Accesso stradale: Parma-Langhirano-Pastorello-Tizzano-Musiara Superiore

map (1)Stralcio della mappa dal sito: https://www.openstreetmap.org

 

Descrizione dell’itinerario

Interessante anello che permette una conoscenza abbastanza approfondita del versante Parmossa del Monte Caio, principalmente conosciuto per il suo sfruttamento sciistico.

Parcheggiata l’auto nei pressi della chiesa di Musiara Superiore, si prosegue lungo la strada per Schia per 10 minuti circa. In prossimità di una netta svolta a sinistra, si abbandona l’asfalto per imboccare a destra un’ampia traccia con segnavia del CAI (sentiero tematico “Paesaggi di uomini e natura” n° 710). Giunti ad un bivio si svolta a destra continuando lungo una mulattiera ben marcata che effettua un ampio semicerchio attraversando macchie di bosco e radure. Ritornati nei pressi della provinciale (paletto con cartelli), si imbocca a destra una carraia in moderata salita che presto rientra nel bosco. Il percorso, lineare e ben segnato, conduce in 30 minuti circa a lambire l’impercettibile sommità boscosa del Monte Pesdonica 1302m. Si continua per ampia traccia (in alcuni tratti alquanto rovinata dal passaggio di fuoristrada) che si mantiene nei pressi di una costa (ad un incrocio si prosegue diritto), fino ad immettersi in una carrozzabile proveniente dalla sottostante provinciale. La seguiamo a destra per un breve tratto: infatti, al primo bivio (cartelli), si svolta a destra imboccando una comoda carraia che procede in piano (percorso CAI n° 730 diretto al “Grande Faggio”). Dopo circa 10 minuti di cammino, ad un bivio, si continua a sinistra in salita (segnavia), lasciando a destra un’ampia traccia. Al secondo bivio si svolta invece a destra (cartello), procedendo dapprima in discesa e poi a saliscendi. Dopo aver oltrepassato un cancello, un ultimo tratto di mulattiera in moderata pendenza conduce in prossimità di ampie radure dove è situato il “Grande Faggio”. Maestoso e monumentale, costituisce uno dei più antichi esemplari di faggio in Europa. Si continua per ampia traccia, contrassegnata da paletti con segnavia del CAI, giungendo in un altipiano prativo di straordinaria bellezza: nelle giornate con cielo limpido, la visuale può estendersi fino alle più alte cime dell’arco alpino. Appena dopo ci si immette nel sentiero CAI n° 737A, storico accesso da Agna alla cima del Caio. Purtroppo, poco più avanti, la mulattiera-carraia si interrompe bruscamente a causa di una vasta frana. Per la prosecuzione dell’itinerario dobbiamo necessariamente aggirare l’ostacolo contornando con grande attenzione il margine superiore della frana. Una volta raggiunta la sponda opposta, discendiamo il pendio mirando alla sottostante traccia che seguiamo a sinistra in piano. Poco dopo la mulattiera tende a perdersi in quanto ancora parzialmente interessata da ulteriori smottamenti. Piegando a destra si rinviene la continuazione del percorso che procede in modo lineare su panoramiche radure. Si rientra appena dopo nel bosco, seguendo l’evidente traccia e incontrando sporadici segnavia bianco-rossi. Si attraversa in seguito una splendida radura con ruscello (il sentiero segnato si tiene a destra all’interno del bosco per poi ricongiungersi con questo tracciato), dominata nella parte superiore da una “striscia” del Flysch del Monte Caio che fa da basamento alla dorsale settentrionale. Dopo un avvallamento che si contorna a destra e una salita, si raggiunge il dorso di una costa dove il percorso si sdoppia: 1) si continua per l’ampia traccia confluendo nella carraia contrassegnata CAI n° 737 che va seguita a sinistra – e successivamente abbandonata – immettendosi poi nel sentiero n° 732B per la cima del Caio. 2) Si svolta a sinistra, imboccando un sentiero che costituisce la continuazione del percorso CAI n° 737A (la tempistica indicata nel cartello, 10 minuti per raggiungere la cima, è errata). Optando per la seconda possibilità, si avanza diritto svoltando subito a sinistra. Appena dopo si volge a destra risalendo il pendio boscoso orientandosi con i segnavia risistemati di recente. Occorre poi svoltare nuovamente a sinistra e attraversare una radura con arbusti. Il sentiero piega poco dopo a destra e risale il pendio boscoso caratterizzato dalla presenza di un grosso masso situato alla nostra sinistra. Giunti in prossimità di un avvallamento prativo, si piega a destra costeggiando il margine del bosco. Si attraversa successivamente una brevissima macchia di bosco e una bella radura con solco. Appena dopo si svolta a sinistra salendo lungo il margine sinistro di un’altra radura (segnavia). Nella parte superiore di essa dobbiamo piegare a destra penetrando nuovamente, dopo piccola svolta, nel bosco. Oltrepassata una recinzione si raggiunge il bivio con il ripido sentiero 732B che seguiamo a sinistra in direzione della vicina sommità del Caio. Presto si esce dal bosco e con un ultimo strappo si mette piede sui bellissimi prati che caratterizzano il pianoro sommitale del Monte Caio, 1583 m, alla cui cima, spostata alla nostra destra, giungiamo in breve. “Un alto cippo in pietra ricorda l’agronomo Fabio Bocchialini che cadde ancor giovane sui campi di guerra nel 1915. La vetta consiste in un vasto altopiano inclinato, impostato sugli strati sommitali del Flysch” (Daniele Canossini: Le Valli di Parma e L’alta Lunigiana, l’Escursionista 2002).  Dalla sommità si ripercorre la dorsale prativa seguendo l’evidente traccia che presto effettua una netta svolta verso destra. Dopo un breve tratto di ripida discesa, si lascia a sinistra il sentiero n°732 e si continua diritto, entrando all’interno di un buio bosco di conifere. Prestando attenzione ai segnavia, si attraversa il bosco in leggera discesa (con alcuni strappi un po più ripidi) e con una svolta verso destra si raggiunge la località Costa del Dragolare, 1485 m, dove arriva una carrozzabile proveniente dalla provinciale Musiara-Schia. Dopo aver ammirato le spettacolari pareti che fanno da basamento alla sommità del Caio, si continua lungo il sentiero 737 che si sposta a destra rispetto la carrozzabile, montando sulla dorsale occidentale del monte. Il percorso si mantiene nei pressi del crinale e conduce alla vicina sommità conosciuta come Costa Grande 1479 m, purtroppo alquanto deturpata dagli impianti sciistici del comprensorio “Schia-Monte Caio”. Proseguiamo per la carraia di crinale dapprima in discesa e poi in piano, ammirando notevoli visuali e giungendo, dopo circa 15/20 minuti, ad un area pic-nic. Si svolta a sinistra (paletto con cartelli), abbandonando la dorsale e seguendo il segnavia 737 in direzione di Schia. Inizialmente ci si sposta verso destra e si procede tenendo la seggiovia alla nostra sinistra. Giunti ad un bivio, si continua diritto lungo un’ampia pista, per poi mettere piede su una carraia dove finalmente incontreremo alcuni sbiaditi segnavia. Tratti all’interno del bosco si alternano a piste da sci che si costeggiano: questa sezione dell’itinerario inevitabilmente stimola una riflessione (almeno da parte del sottoscritto) riguardo la necessità di deturpare una vasta fetta di montagna al fine di uno sfruttamento sciistico limitato a pochi mesi all’anno (nei migliori dei casi, non più di tre) e non garantito in tutte le stagioni invernali. Appena prima di Schia, si imbocca a sinistra (paletto con cartelli) un’ampia traccia contrassegnata CAI n° 730. Dopo qualche minuto la si abbandona (cartelli) svoltando a destra lungo il percorso marcato CAI n° 730A. Si procede in leggera discesa, attraversando macchie di bosco e piste da sci, raggiungendo infine il Rifugio Pian delle Guide, punto di partenza della seggiovia. Dal rifugio non si segue la carraia che sale a sinistra, ma si continua diritto restando paralleli alla provinciale. Dopo un area pic-nic, procedendo appena a sinistra dell’asfalto, si giunge in località Pian della Giara, dove è situato l’omonimo chalet. Si attraversa la strada e si imbocca nel lato opposto l’evidente carraia per Musiara (segnavia CAI n°710 “Paesaggi di uomini e natura”). Il percorso, molto evidente e ben segnato, si snoda all’interno della suggestiva valle formata dal Torrente Parmossa. Dopo diverse svolte, la carraia guada il corso d’acqua e prosegue nella sponda sinistra orografica della valle da esso formata. Si transita in seguito sotto spettacolari stratificazioni del Flysh del Monte Caio denominate Ripe di Martino, collocate a sinistra e più in alto rispetto al punto in cui siamo. Godendo di notevoli visuali panoramiche, ci si avvicina al ben visibile paese di Musiara (poco prima di esso troviamo una fontana). Una volta raggiunto il paese, lo si attraversa facendo ritorno alla chiesa (disposta nella parte bassa), nei pressi della quale abbiamo parcheggiato l’auto.

 

 

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