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Pietra di Bismantova: Ferrata degli Alpini

02 Apr

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Punto di partenza/arrivo: Piazzale Dante 880 m

Dislivello: 150 m ca. (ferrata: 100 m ca.)

Difficoltà: B/C (da mediamente difficile a difficile)

Durata complessiva: 2 h ca.

Tempi parziali: Piazzale Dante-attacco ferrata 1° parte (15 min) ; attacco ferrata 1° parte- attacco ferrata 2° parte (25 min ca.) ; attacco ferrata 2° parte-sommità Pietra di Bismantova (20/30 min) ; sommità-sentiero blu-Piazzale Dante (40 min)

Attrezzatura: ordinaria da ferrata (casco)

Ultima verifica: marzo 2016 (foto: marzo 2016 e gennaio 2012)

Accesso stradale: Castlenovo né Monti è raggiungibile sia da Reggio-Emilia per la S.S. 63, oppure da Parma, passando per Traversetolo-S.Polo-Vetto. Da Castelnovo si seguono le indicazioni per la Pietra di Bismantova imboccando, nella parte alta del paese, una ripida stradina che conduce nei pressi del cimitero e dello spiazzo di atterraggio degli elicotteri. Al bivio successivo si continua a sinistra per strada che effettua un paio di tornanti cui fa seguito un tratto a mezza costa (sono presenti alcuni spiazzi dove è necessario parcheggiare l’auto nei giorni festivi). Poco dopo si giunge all’ampio parcheggio di Piazzale Dante.

Descrizione dell’itinerario

la Ferrata degli Alpini, installata nel 1971 e rifatta nel 1983, andrebbe annoverata come uno dei più interessanti percorsi attrezzati (se non il più interessante) dell’Appennino emiliano. La ferrata è suddivisibile in due sezioni nettamente distinte quanto a caratteristiche e andamento del percorso. La prima parte è caratterizzata da traversi, discese (con alcuni passaggi originali) e tratti di sentiero. La seconda invece (che di per se costituisce la ferrata vera e propria, in quanto la prima sezione andrebbe considerata come un sentiero attrezzato di avvicinamento) sfrutta diedri e rampe con una salita diretta e sostenuta, sia per esposizione, quanto per difficoltà tecniche.

Dal Piazzale Dante si sale per la soprastante scalinata e il successivo tratto di ripida stradina asfaltata in direzione del vicino Rifugio Kreuz. Poco prima (cartelli) si devia a destra, imboccando un sentiero che dopo un tratto all’interno del bosco conduce in prossimità del settore denominato l’Anfiteatro. Il percorso di avvicinamento procede oltrepassando la base del grandioso Pilone Giallo, si incunea sotto un caratteristico masso, e continua assecondando una bella e panoramica cengia. Si transita sotto il diedro-fessura della classica Via Oppio e si approda su un esposto terrazzino, dove una recente corda d’acciaio aiuta a discendere alcune ripide roccette. Dopo questo passaggio ci si trova alla base di una rampa obliqua che costituisce l’inizio della prima parte della ferrata.

Via Ferrata degli Alpini:

A (facile) – B (media difficoltà) – C (difficile) – D (molto difficile) – E (estremamente difficile)

Si supera la rampa obliqua da sinistra a destra dotata di ottimi appoggi (B). Segue un facile tratto orizzontale che precede una fenditura che si attraversa (A+). Una breve e facile salita conduce ad un intaglio dove il percorso inizia a scendere ripidamente. Un primo gradino risulta piuttosto agevole (A/B); il passaggio successivo, leggermente strapiombante, implica un maggior impegno (oltre la corda d’acciaio sono presenti due staffe per i piedi; B+). L’ultimo breve ma verticale salto richiede attenzione ai movimenti: è necessario sfruttare al meglio, oltre una staffa posizionata a destra utile come appiglio per la mano destra, e un’altra a sinistra per i piedi, gli appoggi naturali presenti (B/C). Un tratto di sentiero, prima in discesa e poi in salita, precede uno dei più caratteristici passaggi della ferrata. Si entra all’interno di una profonda fenditura (Buco del Sambuco) effettuando un traverso nel quale si utilizzano come appoggio per i piedi due massi incastrati. Segue un un tratto in discesa non facile (B+) che deposita nel sottostante ripido canale. Disceso quest’ultimo (corda d’acciaio ancorata nella parete destra), si entra all’interno di un rilassante boschetto seguendo i segnavia del percorso n°699A. In prossimità di un ghiaione si svolta a sinistra giungendo in breve all’attacco della seconda sezione della ferrata, o meglio all’inizio della vera e propria Ferrata degli Alpini (targa). Qualche metro non attrezzato su ripide rocce (II°) precede un diedro che si scala con bella arrampicata (B+). Un tratto un po più ripido, sempre su diedro (B/C), e un breve obliquo a destra (B), anticipano il punto chiave: uno squadrato diedro verticale. Lo si scala preferibilmente in opposizione, evitando di progredire di forza: i gradini artificiali sono disposti nella faccia sinistra del diedro, mentre in quella destra sono presenti ottimi appoggi naturali (C). Si continua lungo diedri più facili (B) che precedono un traverso a destra sotto una rete paramassi. Il percorso attrezzato segue ora la linea di un diedro/rampa. Ad un breve tratto verticale ma ben attrezzato (B+), e un passaggio meno impegnativo (B), fa seguito un traverso di pochi metri verso destra che deposita sotto un muretto leggermente strapiombante. Lo si supera direttamente (più impressionante che difficile; B/C) in notevole esposizione, e si continua per l’esposta rampa. Una bella successione di diedri (B/C) precede la vertiginosa scaletta finale che conduce al termine della ferrata. Dal plateau sommitale, un sentierino porta ai soprastanti prati che costituiscono la sommità vera e propria della Pietra di Bismantova, 1041 m. Ci si dirige verso il margine occidentale del pianoro e, nel punto in cui il sentiero svolta a destra, si continua diritto, giungendo ad un curioso paletto con cilindri orientati verso le principali cime e località della Val Secchia. Si piega a destra contornando il margine della parete, per poi svoltare a sinistra (segno blu sul tronco di un albero) entrando all’interno di un ripido canale che si discende. Giunti alla base si devia a sinistra per esposta cengia e si discendono appena dopo due brevissimi risalti rocciosi. La ripida traccia transita in seguito alla base del Torrione Sirotti conducendo, con alcune svolte, nel sentiero normale che seguiamo a sinistra. In breve si fa ritorno al Rifugio Kreuz e al Piazzale Dante.

Per la discesa ho descritto il cosiddetto sentiero blu in quanto, sebbene ben più ripido e scosceso rispetto il percorso normale, permette di gustare al meglio le peculiarità geologiche e ambientali della Pietra di Bismantova.

 

 

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