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Via Ferrata Gerardo Sega

20 Mar

101_1002 (FILEminimizer)

Punto di partenza/arrivo: Avio (TN); parcheggio (305 m) in Valle dei Molini

Dislivello: 865 m (300 m ca. di ferrata)

Durata complessiva: 5,30/6 h

Tempi parziali: parcheggio-Cascata Preafessa (1 h) ; Cascata Preafessa-attacco ferrata (45 min.) ; via ferrata-carraia quota 1170 m (1,30/1,45 h) ; carraia quota 1170 m-Madonna della Neve (45 min.) ; Madonna della Neve-parcheggio (1,20/1,30 h)

Difficoltà: EEA (media difficoltà/B)

Attrezzatura: ordinaria da ferrata (casco)

Ultima verifica: marzo 2016

Accesso stradale: Da Avio si segue la strada per il Monte Baldo entrando nella Valle dei Molini. Si abbandona l’auto in uno spiazzo a 305 m in prossimità di una curva a destra dopo circa 2,5 km dal paese.

Immagine (FILEminimizer)

Descrizione dell’itinerario

Percorso attrezzato di notevole interesse paesaggistico e panoramico che si svolge in ambiente selvaggio e isolato. Le difficoltà tecniche sono ridotte, tuttavia il dislivello non trascurabile, l’esposizione accentuata di alcuni tratti e il fatto che la sezione più “tecnica” sia collocata nella parte terminale, ne fanno un itinerario da non prendere sottogamba.

Dal parcheggio a quota 305 m nella Valle dei Molini, si imbocca il sentiero 652 (cartelli) che procede in costante salita con diversi tornanti. La mulattiera, in seguito meno ripida, penetra progressivamente al centro della selvaggia valle del Torrente Aviana e conduce, dopo circa 1 h di cammino dal punto iniziale, ad un bivio in località Preafessa, 700 m. Si lascia a sinistra la continuazione del percorso n° 652 (da cui torneremo) per imboccare a destra un sentiero (n° 685) che attraversa inizialmente il Torrente Aviana (in questo tratto asciutto) per poi guadare un affluente dove è presente un doppio cavo metallico (uno per i piedi e l’altro per le mani: una sorta di “pont de singe”). Dopo il guado, svoltando a sinistra, si arriva alla base della grandiosa Cascata Preafessa. Seguiamo la traccia di avvicinamento alla ferrata che si sposta verso destra all’interno del bosco, prestando attenzione ai segnavia. Dopo un tratto in leggera salita, il sentiero attraversa un canale e conduce su una costa al di sotto del verticale spigolo sud/est del Corno Gallina. Si svolta a sinistra verso quest’ultimo, affrontando un ripido e faticoso strappo. Si va poi a destra contornando in discesa la base delle pareti (da questo punto fino alla fine della ferrata, si raccomanda di indossare il caschetto, difatti il rischio di caduta sassi è piuttosto elevato). Si attraversa un impluvio e, dopo l’aggiramento di uno spigolo, una cengia conduce all’interno del grandioso vallone dominato da un impressionante soffitto. In breve si giunge all’inizio della ferrata, il cui attacco vero e proprio è posto poco più in alto rispetto al punto in cui siamo.

Via Ferrata Gerardo Sega:

A (facile) – B (media difficoltà) – C (difficile) – D (molto difficile) – E (estremamente difficile)

Si superano inizialmente alcune facili roccette non attrezzate puntando alla soprastante scaletta dove è collocato l’attacco della ferrata. La scala è sbalzata un po più in alto e all’infuori rispetto la nostra posizione, ma un piolo permette di accedervi senza grandi problemi (B). Dopo aver salito la scaletta, prima verticale e poi leggermente inclinata, è necessario affrontare una sezione caratterizzata da rocce rotte, terra e ghiaino, dove occorre prestare la massima attenzione a non smuovere sassi. Segue uno dei tratti più belli di tutto il percorso: un esposto traverso su stretta cengia-cornice, all’inizio abbastanza ampia, successivamente, nella parte centrale, più stretta e delicata. Questo tratto è tecnicamente facile (A/B) ma alquanto esposto. Sempre per cengia, si aggira uno spigolo e si continua con minore esposizione verso un canale-impluvio, già attraversato durante l’avvicinamento. Ci si tiene nella sponda destra affrontando una prima facile balza (A) cui fa seguito una paretina più tecnica (B). Un tratto di ripido sentiero con spostamento verso destra conduce alla base di un’altra paretina che si supera agevolmente (A+). In seguito la ferrata si sposta a destra contornando ripide pareti ed aggirando nuovamente lo spigolo di prima (quest’ultimo tratto è piuttosto delicato in quanto le rocce costringono a procedere sbalzati leggermente all’infuori; B+). Si continua ad attraversare per cengia, esattamente a perpendicolo rispetto l’esposta cornice iniziale. Poco dopo le attrezzature terminano, ma vista l’ampiezza della cengia, questo non costituisce un problema. Si transita sotto l’impressionante soffitto che caratterizza questa porzione di montagna e si procede per ripido sentierino giungendo su una costa (pulpito panoramico a destra). Una breve discesa e successiva risalita precedono un nuovo tratto attrezzato posto alla nostra sinistra. Si affronta un breve e ripido diedrino sfruttando un piolo per il piede sinistro (B) e dopo altre roccette attrezzate si giunge al libro per le firme. Seguono facili rocce assistite dal cavo che precedono un erto canale terroso con pietre mobili, la cui risalita, in caso di terreno bagnato, diviene assai faticosa e delicata. Si approda ad una selletta (pulpito panoramico a sinistra) e ci si sposta verso destra per ripido sentiero che conduce alla base dell’ultima e più interessante sezione di ferrata. Dopo un obliquo ascendente da destra a sinistra (A), si affronta una liscia paretina leggermente inclinata (B/C), cui fa seguito una sezione di parete più ripida ma agevole (ottimi appoggi per i piedi; B+). Con spostamento verso destra, si giunge alla base di un ripido e appigliato canale-diedro che si supera (B), affrontando poi un breve strapiombetto (B/C). Un’ultima salita su facili roccette e una breve e divertente placchetta (A+) precedono l’aerea cresta finale. Si attraversa una fenditura e si arriva al termine della ferrata.

Un tratto di sentiero all’interno del bosco conduce ad una carraia (quota 1170 m) che seguiamo a sinistra mantenendo lo stesso segnavia di prima (n° 685). Attraversando splendidi declivi prativi con notevoli visuali verso la cresta del Baldo e varcando infine una valletta, si raggiunge in 30 minuti ca. la Chiesa della Madonna della Neve. Appena dopo troviamo un bivio: andiamo a sinistra scendendo per stradina asfaltata che in breve conduce nei pressi di una colonia. Si continua per carraia fino ad un bivio evidente (cartelli) da cui si imbocca a sinistra il sentiero n°652 diretto alla sottostante gola formata dal Torrente Aviana. L’ampia traccia continua all’interno di quest’ultima per poi scendere più ripidamente verso il sottostante fondovalle (dopo una fontana si ignora a destra un sentiero). Si ritorna infine al bivio con il percorso n°685 in località Preafessa, da cui si rientra al parcheggio seguendo a ritroso il tragitto effettuato all’andata.

 

 

 

 

 

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