RSS

Val Taro: anello delle ofioliti

24 Nov

100_9318 (FILEminimizer)

Punto di partenza/arrivo: Gorro chiesa 543 m

Dislivello: 530 m ca.

Durata complessiva: 3,30/4,15 h

Tempi parziali: Gorro chiesa-Groppo di Gorro (45 min./1 h ca.) ; Groppo di Gorro-Moncucco (45 min.) ; Moncucco-Torrione di Cumbratina-Castello di Belforte (45 min./1,15 h) ; Castello di Belforte-Gorro chiesa (45 min. ca.)

Difficoltà: EE+ il Groppo di Gorro per il percorso proposto (altrimenti E per il sentiero 830a) ; EE+ Il Groppo di Cumbratina ; E la restante parte dell’itinerario

Attrezzatura: ordinaria da escursionismo (eventuale assicurazione a corda per il Groppo di Cumbratina; nessun chiodo in loco)

Ultima verifica: settembre 2016

Accesso stradale: Parma-Fornovo-Roccamurata-Gorro chiesa

Immagine (FILEminimizer)

Descrizione dell’itinerario

Notevole e insolito anello che implica la salita oll’ofiolitico Groppo di Gorro fuori sentiero e la scalata del più piccolo dei due Groppi di Cumbratina. L’itinerario proposto rappresenta il “primo atto” di un trittico composto da percorsi accomunati da caratteristiche similari, soprattutto per quello che concerne la loro particolare tipologia . Tuttavia, se per “tipologia” intendiamo “classificazione”, allora sarebbe più corretto parlare di una “non tipologia”, in quanto si tratta di percorsi che presentano tratti, o digressioni, pseudo-alpinistiche, all’interno di un globale contesto escursionistico. Perciò, comprensibilmente, è ben difficile classificare itinerari così strutturati, sia per quello che concerne l’incasellamento del percorso nelle principali discipline, quanto per la sua oggettiva classificazione a livello tecnico. Quindi, alla luce di quanto detto, perché proporre simili itinerari? Due motivazioni: 1) nell’attuale frammentazione delle attività montane in settori chiusi in se stessi, a loro volta espressivi di approcci, non solo da un punto di vista tecnico, ma soprattutto “ideologico”, molto spesso estremamente lontani, ho voluto indicare una, seppur timida e frammentaria, possibilità di “interazione” fra due discipline differenti: il trekking e l’arrampicata (quest’ultima su rocce facili e limitata a pochi movimenti). 2) L’aspetto costruttivo ed evolutivo del cercarsi il percorso autonomamente seguendo la propria esperienza, nonché intuito, nonché “fantasia”. Riguardo, invece, la questione sicurezza è necessaria una specificazione: le difficoltà alpinistiche di alcuni tratti su roccia non vanno oltre il II°, sia nell’itinerario qui relazionato, quanto negli altri due che relazionerò prossimamente. Il sottoscritto ha superato i tratti in questione senza l’ausilio di alcuna attrezzatura, perfettamente cosciente dei rischi e delle conseguenze disastrose di un’eventuale caduta, anche se solo di due o tre metri. Perciò, chi non dispone di sufficiente autonomia e sicurezza nel superare passaggi rocciosi (di per sé brevi e facili) senza alcuna assicurazione è invitato a DOTARSI DI UN’ATTREZZATURA SPECIFICA, oppure ad IGNORARE I “FUORI-SENTIERO” E LE DIGRESSIONI PROPOSTE NELLA RELAZIONE. Va inoltre considerato che alcuni passaggi rocciosi, come nel caso del percorso suggerito per il raggiungimento della sommità del Groppo di Gorro, presentano roccia friabile. Quindi, per finire, si tratta di itinerari dove gioca un ruolo primario l’iniziativa personale, la scelta effettuata con coscienza di scelta.

Parcheggiata l’auto nei pressi della chiesa di Gorro, si ripercorre lo stradello di accesso da cui siamo giunti, procedendo poi per stradina asfaltata abbandonandola poco dopo. Ad un bivio con cartelli, infatti, si volta a sinistra raggiungendo in breve le poche case della frazione Le Vigne. Appena oltre si trova un incrocio dove si piega a sinistra per ampia traccia (percorso CAI n° 830A) che procede in leggera salita. Nei pressi di una svolta a destra, si abbandona temporaneamente il percorso segnato, per montare verso sinistra sul dorso di una costa ofiolitica, raggiungendo in breve la sommità del Groppo delle Vigne, da cui si può ammirare una notevole visuale verso il Groppo di Gorro. Rimesso piede nel sentiero segnato, si avanza in direzione dei vicini pendii erbosi, ghiaiosi e parzialmente rocciosi, che formano il versante occidentale di questo vasto ammasso ofiolitico. Giunti alla base, si abbandona il percorso segnato appena prima che quest’ultimo venga affiancato da una verticale cintura rocciosa. Individuato un ripido colatoio di rocce nere, lo si scala direttamente (II°, roccia friabile e scivolosa) affrontando, poi, un risalto a destra, il cui superamento diretto oppone difficoltà di II° su roccia friabile. Si continua a salire per roccette, seguendo una mal accennata dorsale e puntando ad un evidente gendarme che si supera direttamente (II°-). Ci si sposta poi a destra, fino a giungere alla base di alcune placchette che si scalano con divertente arrampicata (I°/I°+). Si traversa ancora a destra e si affronta una bella placca su roccia solida (II°-). La dorsale diviene successivamente ghiaiosa: la si risale mirando ad un ampia sezione di rocce grigio-nere collocata alla nostra destra. Si abbandona la dorsale e ci si dirige verso la base delle rocce individuando al centro una specie di colatoio. Lo si scala facilmente e si continua diritto per alcuni metri. Successivamente si obliqua verso destra scalando ripide ma facili roccette, giungendo così al sommo della fascia rocciosa (passi di I°e II° su roccia mediocre). Da qui è sufficiente proseguire sempre diritto fino ad incontrare i segnavia del percorso 830A che si segue a destra guadagnando in breve la sommità del Groppo di Gorro, 827 m. [Il percorso descritto è assolutamente “improvvisato”, senza alcun preliminare studio “a tavolino”. Tutti i passaggi d’arrampicata sono stati volutamente, deliberatamente, cercati dall’autore della relazione. Ognuno, quindi, è libero di scegliere il percorso che maggiormente gli aggrada, facendo leva sulla propria esperienza e, perché no, su quella componente che sempre meno viene stimolata nell’attuale massificante tendenza “sportivistica” delle attività montane: LA CURIOSITA’]. Dalla cima si seguono i segnavia bianco-rossi che tenendosi a destra rispetto la dorsale rocciosa conducono su una sterrata che seguiamo a sinistra in salita. Poco dopo si entra all’interno del bosco giungendo ad un bivio dove si ignora una traccia che si stacca a destra. Si continua a seguire la carraia in discesa abbandonandola quando effettua una netta curva verso sinistra, imboccando a destra un’ampia traccia che procede in leggera salita. Si continua lungamente per la mulattiera-carraia andando a sinistra al primo bivio e a destra (diritto) al secondo. Dopo aver attraversato alcuni ruscelli, si confluisce nel percorso segnato che a sinistra conduce a S.Bernardo. Noi, invece, proseguiamo a destra, giungendo dopo alcuni minuti alle belle e panoramiche radure di Moncucco, 870 m. Si continua per la carraia in discesa, ignorando un’ampia traccia a destra e proseguendo in direzione SW. Si transita successivamente a fianco di una casa diroccata (notevole visuale sui Groppi di Cumbratina) e si procede per la bella e ampia mulattiera che svoltando a destra conduce all’interno di una suggestiva area boscosa. Poco dopo si giunge alla selletta che separa il Torrione piccolo di Cumbratina (alla nostra destra) da quello più imponente ed elevato (alla nostra sinistra). Quest’ultimo sembra di problematico accesso, mentre il primo appare più abbordabile, anche se la sua scalata va oltre le difficoltà escursionistiche. Dalla selletta si risalgono alcune roccette ricoperte di muschio fino ad un ometto non visibile dal basso. Da quest’ultimo si obliqua verso sinistra assecondando una rampa che conduce sul filo della cresta SE. La si scala facilmente, anche se espostamente, superando un breve tratto affilato e decisamente esposto (II°-) che richiede molta attenzione soprattutto in discesa. Si continua, poi, appena a sinistra del filo di cresta (esposto) guadagnando infine la bella ed esclusiva sommità del groppo ofiolitico, 845 m. Si scende lungo il percorso effettuato in salita fino a rimettere piede nella mulattiera-carraia di prima. La si segue in discesa uscendo in seguito dal bosco e transitando a fianco di magnifiche radure. Successivamente ci si immette in una carrareccia che si segue a sinistra incontrando poco dopo l’asfalto. Si percorre lo stradello in ripida discesa giungendo in breve al bivio con il percorso n° 833 diretto al Passo La Calà, che si ignora. Continuando lungo la stradina asfaltata, si transita in prossimità di alcune abitazioni avvicinandosi progressivamente al poggio dove è arroccato l’antico borgo di Belforte. Giunti ad un incrocio, si prosegue diritto su stradina asfaltata che procede piuttosto ripidamente conducendo in breve all’ingresso del borgo. Lo si attraversa per viottolo selciato, ammirando splendide case costruite con pietre e materiale di recupero provenienti dal vicino castello. Dopo un’ultima salita, si raggiunge la sommità del poggio dove si trovano i resti murari del Castello di Belforte, che ci fanno intuire quella che fu sua originaria imponenza. Risalente al XII secolo, fu costruito dal comune di Parma per controllare la strada verso la Lunigiana e per contrastare gli attacchi dei pontremolesi. Ritorniamo sui nostri passi fino all’incrocio di prima, dove svoltiamo a sinistra (indicazione per Gorro) seguendo una stradina asfaltata che procede in leggera discesa. In prossimità di una netta curva verso destra, abbandoniamo l’asfalto per imboccare a sinistra (segnavia) un’ampia traccia che scende ben ripida nel bosco. Il percorso, piuttosto invaso dalla vegetazione, continua effettuando alcune svolte e riconduce poco dopo nella stradina asfaltata abbandonata in precedenza. L’attraversiamo e continuiamo a seguire i segnavia all’interno del bosco passando nei pressi di una casa abbandonata collocata alla nostra destra. Sbuchiamo infine in un’ampio campo con casa a sinistra e continuiamo per il sentiero che inizialmente passa a fianco di una baracca in lamiera. Successivamente si scende contornando il margine destro del campo fino al suo limite inferiore. Poco più in basso si trova la strada asfaltata di prima che si segue a destra giungendo, dopo un ponte, ad un incrocio in località Cappellazzi. Si svolta a sinistra ritornando in breve alla chiesa di Gorro dove abbiamo parcheggiato l’auto.

Annunci
 

Tag: , , , , , , , ,

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

 
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: