Monte Spallone (Cresta Sud) e Cima d’Uomo

 

Punto di partenza/arrivo: Colonnata, 538 m

Dislivello: 1150 m ca.

Durata complessiva: 5,50 h

Tempi parziali: Colonnata-Foce Luccica (1,05 h) ; Foce Luccica-Monte Spallone (1,50 h) ; Monte Spallone-Cima d’Uomo (2,20 h) ; Cima d’Uomo-Colonnata (35 min.) 

Difficoltà: F+ la Cresta Sud del Monte Spallone ; E/EE la restante parte dell’itinerario

Attrezzatura: ordinaria da escursionismo (casco) se si possiede una consolidata esperienza di montagna e se si è avvezzi ad ascese di questo genere

Ultima verifica: marzo 2022

Accesso stradale: il caratteristico paese di Colonnata è raggiungibile in circa 9 km da Carrara. Si parcheggia l’auto nella parte bassa dell’abitato.

 

map (5)www.openstreetmap.org

 

Descrizione dell’itinerario

La Cresta Sud del Monte Spallone costituisce una delle più classiche ascese delle Alpi Apuane. La salita, di grande impatto paesaggistico e di sicura soddisfazione, sebbene non opponga difficoltà eccessive, richiede costante attenzione e una certa dimestichezza con il tipico terreno apuano.

Dal parcheggio si raggiunge, mediante scalinata, la bellissima piazzetta di Colonnata con il caratteristico lastricato in marmo, notando l’indicazione del percorso n° 195 (da cui torneremo) per Cima d’Uomo. Si prosegue per Via Giardino attraversando tutto il borgo costellato da diversi laboratori di lavorazione e vendita del famoso lardo. Incontrando i segnavia bianco-rossi del percorso n° 38, si raggiunge più avanti l’Oratorio della Madonna Addolorata, continuando poi per stradello in alcuni punti cementato. Lasciatosi il paese alle spalle, si avanza per ottimo sentiero procedendo per lo più in piano nella sponda destra orografica della valletta formata dal Canale della Freddona. Attraversato mediante ponticello il corso d’acqua, si inizia a guadagnare effettivamente quota per mezzo di comodi tornanti su spettacolare sentiero che ha probabilmente origini antiche. Immersi in splendido ambiente boschivo impreziosito da notevoli esemplari di castagno, si raggiunge più in alto, ormai alla testata della valle, un bivio con un percorso segnato proveniente da destra. Si prosegue a sinistra (n° 38) per ottimo sentiero che asseconda un suggestivo crinale, raggiungendo poco dopo i primi edifici della località Case del Vergheto, 837 m. Seguendo gli ottimamente posizionati segnavia, si attraversa la parte centrale dello splendido nucleo abbandonato, incontrando poco dopo il bivio con il percorso n° 195 per Cima d’Uomo e Colonnata. Proseguendo per il n° 38 diretto a Foce Luccica, si sale in lieve/moderata pendenza ammirando notevoli esemplari di castagno, uscendo poi dalla copertura boscosa nell’ambito di radure con rudere (spettacolare visuale sul Monte Spallone e sulla cresta che percorreremo). Rientrati nel bosco, si avanza comodamente per il bellissimo percorso, il quale, man mano che si avvicina alle pendici del Monte Spallone, diventa progressivamente più ripido. Trascurato a sinistra il sentiero n° 172, mediante una successione di tornanti si guadagna Foce Luccica, 1029 m, situata alla base del ramo sud-est della Cresta Sud del Monte Spallone. Appena dopo una madonnina, si prende a sinistra una labile traccia abbandonandola però quasi subito, continuando direttamente per l’ampio profilo che ci sovrasta caratterizzato da erba e rocce affioranti. Raggiunto facilmente il sommo di questa sezione del crinale (piccolo cippo), ci si dirige verso un più rilevante e ripido groppo. Aggirate a sinistra per traccia alcune balze, si sale poi direttamente superando facili roccette, prestando attenzione alla presenza di blocchi instabili. La più erta sezione finale del risalto la si scala agevolmente tenendosi sull’arioso filo di cresta. Si continua poi senza alcuna difficoltà dirigendosi verso un evidente taglio di cava e transitando poco sopra ad una casermetta. Trascurando tracce laterali, si arriva all’inizio di una sezione di cresta decisamente affilata a causa del menzionato taglio di cava. Aggirate a destra le primissime rocce, si ascende lungo l’arioso profilo affrontando qualche facile passo d’arrampicata (I°+). Dopo questo tratto delicato che richiede grande attenzione, la cresta sembra perdere i suoi connotati, presentandosi nelle fattezze di un ripido pendio roccioso formato da una successione di blocchi e inciso nella parte superiore da un canale. La nostra direzione è scontata: dobbiamo guadagnare il soprastante crinale, ossia la vera e propria Cresta Sud del Monte Spallone, mentre quella risalita fino a questo punto è, come già espresso in precedenza, una sua diramazione. Si prosegue diritto puntando al menzionato canale e scalando le rocce del profilo che lo delimita a sinistra (I°/I°+). Messo piede sull’arioso crinale meridionale dello Spallone, lo si asseconda facilmente in direzione di un evidente beccuccio roccioso che si scala con un bel passaggio di II°- su roccia solida. Guadagnato il sommo di questa sezione di cresta, ci si impegna con un tratto orizzontale decisamente sottile ed esposto. Con un passaggio piuttosto delicato anche in discesa (I°+) si aggira a destra un primo spuntone, continuando poi sul filo di cresta. Aggirato a sinistra un altro spuntone (I°+), si prosegue lungo l’affilato crinale tenendosi lievemente alla sua sinistra. Dopo questo tratto delicato, si prosegue l’ascesa su terreno più ripido ma senza incontrare difficoltà di rilievo, scalando direttamente, con un divertente passaggio di II°, un breve spuntone quasi verticale. Aggirato a sinistra il successivo muretto, si continua la risalita dell’esposta ma facile cresta, incontrando più in alto un tratto orizzontale con massi instabili che richiede attenzione. Una breve disarrampicata di precede una selletta con alberi alla base di un risalto visibilmente più impegnativo. Sfruttando inizialmente una breve rampetta, si scala poi, proprio sul filo di cresta, una verticale paretina dotata di ottimi e solidi appigli (II°). Dopo quello che possiamo considerare il tratto “chiave” dell’ascesa, si continua su rocce ripide ma facili (I°/I°+), aggirando a destra un piccolo ma liscio spuntone. Raggiunto il sommo di questa sezione di cresta, si scende facilmente per pendio erboso con lastre rocciose puntando alla sottostante sella alla base del profilo finale del Monte Spallone. Lo si risale direttamente su ripido paleo scalando la brevissima fascia rocciosa centrale, guadagnando faticosamente la cima del Monte Spallone, 1639 m. Dopo una meritata sosta, si incomincia la discesa verso Foce della Faggiola assecondando la cresta sud-ovest della montagna. Il primo tratto, caratterizzato da paleo e lastre rocciose, risulta scomodo e faticoso ma tecnicamente facile. Scavalcati due dossi, si perde quota per ampia dorsale tenendosi in prossimità del suo bordo sinistro (ometti). Più in basso si transita a fianco di una grotta e, dopo una discesa ripida e scomoda, si giunge nei pressi di Foce della Faggiola, innestandosi verso sinistra nel sentiero n° 172 appena prima di quest’ultima. Si procede nella prima sezione a mezza costa per traccia esposta e con segnaletica vetusta, attraversando più avanti un canale. Giunti nei pressi di un ripiano con caratteristico muretto a poca distanza dalla Cresta Sud dello Spallone, si inizia a scendere ripidamente per dorsale. Nel momento in cui si incontra un ometto (poco sotto di noi si notano dei resti murari), si abbandona la dorsale e si scende verso un avvallamento. Il percorso perde quota attraversando per tre volte la valletta in questione, presentandosi in alcuni punti non particolarmente evidente. Giunti nelle vicinanze di un taglio di cava, il sentiero volge repentinamente a destra riportando al centro dell’avvallamento molto meno definito rispetto alla sezione precedente. Lo si discende per un breve tratto tra erba alta e roccette, assecondando poi una comoda cengia e un bel crinale. Giunti in corrispondenza del sommo della Cava Buca del Fagiano (recinzione), si volge repentinamente a sinistra scendendo verso il sottostante ravaneto. Raggiuntolo, si perde scomodamente quota lungo il suo margine destro (filo di ferro), iniziando poi a scendere lungo il taglio di cava. Dapprima per sentiero, si sfrutta poi una ripida scalinata formata da blocchi di marmo e delimitata da sbarre di ferro e catene. Scendendo successivamente per scomoda marmifera, si raggiunge un ripiano sotto un taglio di cava e, al bivio che si presenta, si prende il percorso che sale a sinistra (segnavia). Costeggiato un altro ripiano (siamo nell’ambito delle Cave Seccagna), si continua per sentiero che presto inizia a scendere ripidamente per rampa/scalinata delimitata da catene. Più in basso si volge a sinistra attraversando una cengia attrezzata con cordino, continuando poi per bel sentiero a mezza costa. Valicata più avanti una caratteristica sella, si scende effettuando un paio di tornanti, compiendo poi un breve traverso scosceso su rocce scagliose. Attraversata una seconda caratteristica sella che segna l’inizio/termine della dorsale settentrionale di Cima d’Uomo, si abbandona il percorso segnato per Foce Luccica, imboccando a destra la Lizza del Padre Nostro. La si percorre interamente senza alcuna difficoltà ammirando notevoli visuali e costeggiando strapiombanti pareti. Guadagnato il crinale divisorio, lo si asseconda verso sud innestandosi poco più avanti nel sentiero n° 195, aggirando a sinistra un’altura. Ad un primo bivio si continua a destra onde recuperare il crinale divisorio, mentre a quello successivo, situato poco prima della sommità di Cima d’Uomo, si può scegliere se seguire il percorso di sinistra oppure quello di destra. Conquistata, assecondando il secondo percorso, Cima d’Uomo, 960 m, ci si innesta poco sotto nel sentiero di sinistra e si perde quota lungo la dorsale, o nei suoi pressi, guidati da numerosi e ben evidenti ometti. Più avanti occorre prestare attenzione a virare repentinamente a destra (ometti e segnavia) avanzando a mezza costa in direzione di un altro crinale parallelo a quello percorso fino a questo punto. Messo piede nella pianeggiate dorsale, la si segue tenendosi leggermente a sinistra del suo filo, riprendendo poi a perdere quota. Il ripido sentiero asseconda costantemente il crinale montuoso, caratterizzato in un tratto da caratteristici spuntoni rocciosi, penetrando più in basso in una pineta piuttosto rada (La Bandita). Effettuando diversi tornanti, si esce più in basso dal bosco e, dopo aver disceso delle particolari lastre rocciose, si entra nella parte alta del paese di Colonnata. Assecondando i segnavia, si scende all’interno del bellissimo borgo transitando a fianco della Chiesa di San Bartolomeo e raggiungendo infine Piazza Palestro. 

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