RSS

Il Monte Cavalcalupo da Castello di Ravarano

17 Ott

 

100_2145 (FILEminimizer)

Punto di partenza/arrivo: Castello di Ravarano 786 m

Dislivello: 620 m

Durata complessiva: 4,45/5 h

Tempi parziali: Castello di Ravarano-Il Colnello (1h) ; Il Colnello-crinale Baganza/Parma (1 h) ; crinale Baganza/Parma-vetta Cavalcalupo (30 min) ; vetta Cavalcalupo-Cà Piovolo (1,15 h) ; Cà Piovolo-Castello di Ravarano (1 h)

Difficoltà: E (escursionistico)

Attrezzatura: ordinaria da escursionismo

Ultima verifica: settembre 2017

Riferimento bibliografico: Daniele Canossini – LE VALLI DI PARMA E L’ALTA LUNIGIANA – l’Escursionista 2002

Accesso stradale: Parma-Felino-Calestano-Ravarano. Da quest’ultima località si prosegue in direzione di Casaselvatica imboccando a sinistra, poco dopo il ponte sul Torrente Arso, una stretta stradina (indicazioni). Mediante alcuni tornanti si giunge al sommo del borgo di Castello di Ravarano e più esattamente in una panoramica costa dove a destra è situato il poggio su cui si erge il castello (proprietà privata). Si parcheggia l’auto poco più avanti, in uno spiazzo adiacente ad una antenna per i cellulari.

map (2)Stralcio della mappa dal sito: https://www.openstreetmap.org

 

 

Descrizione dell’itinerario

Percorso di notevole interesse in zone molto solitarie e mai prese seriamente in considerazione dall’escursionismo locale. La scarsissima valorizzazione di quest’area montuosa, nonostante le sue peculiarità a livello geologico, costituisce di fatto un “lasciapassare” per le peggiori forme di sfruttamento dell’ambiente montano. Non è bastato il pessimo metanodotto che ha deturpato, determinando il taglio di ettari di bosco, buona parte del crinale Parma/Baganza, ma periodicamente questi monti sono oggetto di dannosi interventi umani di nulla utilità. Impressionante è il silenzio da parte di chi dovrebbe salvaguardare l’integrità delle montagne e battersi per il loro rispetto. Questo menefreghismo, indice di uno spiccato livello di ignoranza, grava notevolmente su tutti coloro che, come il sottoscritto, vogliono gustare le bellezze dell’Appennino camminando con lentezza e stupore, ammirando luoghi remoti dove il tempo sembra essersi fermato. Purtroppo, l’attuale “valorizzazione” della montagna appenninica, per quello che concerne il parmense, consiste quasi esclusivamente nel trapanare sezioni rocciose al fine di “creare” insulse piste d’arrampicata, con l’unico scopo di alimentare un’attività che nulla ha a che fare con “l’andare in montagna”, proprio nel senso più profondo veicolato da questa espressione .

Dallo spiazzo si prosegue per stradina asfaltata raggiungendo in breve un bivio (paletto con cartello e bacheca con mappa) dal quale, ignorata una carraia a sinistra (da cui torneremo), si prosegue a destra per ampia traccia contrassegnata CAI n° 770. Si procede in leggera salita a fianco di una casa ignorando al primo bivio una carraia che si stacca a sinistra. Si continua per bella e comoda mulattiera a mezza costa all’interno di un interessante ambiente boschivo. Successivamente il tracciato inizia a guadagnare quota aggirando una costa a cui fa seguito un bivio dove si prosegue diritto. Dopo alcuni minuti di cammino si esce temporaneamente dal bosco tagliando un pendio con interessanti stratificazioni dove si ammira una notevole visuale sul Sasso del Colnello e la sottostante frana che dovremo attraversare. Si rientra nel bosco per poi uscirne in seguito, procedendo ai piedi del versante occidentale del Monte Scaletta. Giunti ad un bivio (paletto con cartelli), si lascia a sinistra una traccia per S. Biagio e appena dopo si abbandona la mulattiera seguita fino a questo momento. Infatti, individuato un segnavia sul palo di una linea elettrica, si svolta repentinamente a destra per ampia traccia in discesa. Poco dopo si effettua una curva a sinistra sbucando nell’orribile frana di Chiastre. Da qui si svolta subito a sinistra per traccia inerbita (segnavia su un paletto a destra), attraversando poco sopra un’area con vegetazione fastidiosa (segnavia, poco visibili, su alcuni massi a terra). Si piega successivamente a destra raggiungendo in breve un paletto in ferro arrugginito da cui si continua diritto ignorando a sinistra l’ampia traccia che sale nel centro della frana. Guardando verso il vicino limite del bosco dovremmo notare i cartelli del “Tartufo Trail Running”: ci dirigiamo verso essi raggiungendoli dopo aver varcato un canale. Dai cartelli, anziché andare a destra per sentiero segnato (si raggiungerebbe il paese di Chiastre), si piega a sinistra per ripida traccia che sale lungo il margine destro della frana. Poco dopo si sbuca in una carraia (segnavia su un masso) che si segue a destra raggiungendo, in circa 10 minuti di cammino, una bella casa isolata abitata stagionalmente (Casa Colnello, 1029 m). Appena dopo quest’ultima, in corrispondenza di una netta svolta a sinistra dello stradello di accesso, si stacca a destra una traccia erbosa: la seguiamo approdando poco dopo in una bella radura (capanno a destra). Si continua lungo il margine sinistro del campo, per poi scendere piuttosto ripidamente per sentierino, fino a mettere piede su un arioso ripiano di conglomerato. Siamo sul Sasso del Colnello, poderoso pilastro che segna il termine della linea dei Conglomerati poligenici – I Salti del Diavolo – che attraversano perpendicolarmente, da una sponda all’altra, la Val Baganza. Dopo un’eventuale sosta al fine di ammirare il grandioso panorama, si ritorna sulla sterrata abbandonata in precedenza e la si segue a destra inizialmente in lieve salita. Dopo alcuni minuti di rilassante cammino si sbuca in un’altra carrareccia carrozzabile che si segue a sinistra in salita, raggiungendo in breve un bivio situato nei pressi della recinzione di Cà Piovolo. Si va a destra incontrando appena dopo un secondo bivio dove si piega a sinistra (indicazione per La Carda e Casarola) per bella mulattiera pianeggiante affiancata ai lati da magnifici prati. Poco più avanti si varca un ruscello, continuando poi lungo il bellissimo tracciato affiancato da altre bucoliche radure delimitate da recinzioni (quest’area è conosciuta come i Piani del Forno). Si prosegue perlopiù in quota attraversando un altro ruscello, per poi iniziare a scendere penetrando nella valletta formata da Torrente Arso. Poco prima di esso si incontra un bivio dove si prosegue a destra per sentiero, ignorando l’ampia traccia di sinistra (appena dopo è franata). Messo piede nel suggestivo letto del torrente (notevoli stratificazioni calcaree) lo si segue a destra per pochi metri, svoltando poi a sinistra per mulattiera in salita. Poco più avanti si incontra un bivio dove si ignora a destra un sentiero (indicazione per il Lago Tron) e si continua per l’ottima traccia che svoltando a destra aggira una costa boscosa. Procedendo in piano si confluisce in una carraia in discesa che si segue a sinistra tralasciando ad un bivio un’ampia traccia a sinistra. Raggiunta una sbarra con cartello di divieto di accesso, si ignora un sentiero che si stacca a sinistra (cartello in legno con ferro di cavallo) e si prosegue per la carraia ancora per poco. Infatti, in corrispondenza di un suo tornante sinistrorso, la si abbandona (il percorso scende in direzione di La Carda Lama) proseguendo diritto per ampia traccia. La carrareccia procede per un buon tratto in piano/falsopiano, aggirando una costa boscosa e costeggiando un buio rimboschimento a conifere. Più avanti il tracciato della carraia, alquanto rovinato dal passaggio di fuoristrada, comincia a guadagnare quota con maggiore decisione effettuando alcune svolte. Si penetra successivamente in un altro rimboschimento a conifere, oltre il quale il percorso pianeggia per un tratto, per poi riprendere a salire fino a confluire nell’ampia pista del metanodotto nel crinale Baganza/Parma. Ci troviamo in quella dilungata sella (quota 1219 m) che separa il Monte Montagnana dal Monte Cavalcalupo. Ci dirigiamo alla volta di quest’ultimo, seguendo giocoforza il tracciato del metanodotto, dapprima verso est, poi sud/est. Nella parte superiore si tralascia a destra una mulattiera (cartello del Tartufo Trail Running) e appena dopo un’ampia traccia a sinistra, proseguendo per carraia che sale a sinistra della pista del metanodotto (la carraia in questione ha recentemente sostituito una bella mulattiera sciaguratamente allargata onde permettere la sua percorrenza da parte dei fuoristrada). Si guadagna quota lungo il fangoso tracciato della carraia fino a quando essa effettua un tornante destrorso poco sotto la sommità principale. Qui si abbandona l’ampia traccia imboccando a sinistra un ripido sentierino che sale tra folta vegetazione e conduce in modo diretto alla poco accennata cima del Monte Cavalcalupo, 1370 m. Dal punto più elevato si continua a seguire il crinale divisorio (e perciò il tracciato del metanodotto) per circa 25 minuti, procedendo dapprima in direzione sud, poi verso sud/ovest e ovest (tracce che si staccano ai lati sono da ignorare). Si oltrepassa un cancello per il bestiame oltre il quale si scende brevemente per poi risalire per un breve tratto. Si raggiunge infine la località La Pietra1287 m, nodo orografico in cui si stracca, estendendosi verso NW, la dorsale del Monte Scarabello. Qui si abbandona il crinale principale svoltando a destra e scendendo inizialmente per bella radura, raggiungendo poco sotto un bivio dove si ignora a sinistra una carraia proveniente da Casaselvatica. Si prosegue diritto in salita mantenendosi in prossimità della dorsale, alternando magnifiche radure a macchie di bosco in un contesto ambientale di rara bellezza che stimola una sosta ristoratrice. Dopo aver attraversato un ampio ripiano prativo, si incontra un bivio dove si continua a destra (segni gialli), ignorando a sinistra il sentiero che sale verso la vicina sommità del Monte Scarabello. Per ampia traccia si effettua una curva a destra scendendo ripidamente lungo un pendio prativo penetrando poi nel bosco. La mulattiera piega successivamente a sinistra procedendo in lieve discesa fino a condurre all’interno di una valletta. La si attraversa per poi scendere con maggiore decisione lungo la sua sponda sinistra, contornando poco dopo, mediante svolta a sinistra, un’area di bosco diradato. Successivamente il tracciato si sdoppia per poi ricongiungersi poco prima di un’altra area di rado bosco che si attraversa lungo il suo margine destro. Si continua per l’ampia traccia che procede perlopiù in quota, uscendo progressivamente dalla vegetazione e svoltando infine a destra onde assecondare il dorso di una panoramica costa. Poco più in basso si scende lungo una spettacolare stratificazione del Flysch e al bivio successivo si prende a destra (si può proseguire anche a sinistra). Si procede in ripida discesa (altre interessanti stratificazioni) effettuando poi una svolta a sinistra, fino a ritornare al bivio, incontrato in precedenza, dove a destra si stacca la mulattiera per La Carda Casarola. Si scende al sottostante bivio da cui si prosegue diritto lungo lo stradello di accesso a Cà Piovolo. La carraia contorna tutto il limite dell’ampia proprietà, procedendo per un tratto in salita. Dopo una breve discesa, si incontra un bivio dove si imbocca a destra una mulattiera in salita, abbandonando in questo modo l’ampia traccia che scende verso S.Biagio. Al successivo bivio si prosegue a sinistra, avanzando per un tratto in salita e aggirando, mediante ampia curva a sinistra, il profilo meridionale del Monte Scaletta. Raggiunto un bivio (cartelli), si può salire mediante ripida traccia sulla dorsale del appena menzionato monte, raggiungendo così il vertice delle spettacolari stratificazioni del suo versante occidentale. Tuttavia sarebbe più interessante una approfondita esplorazione di tutta la dorsale in questione, magari con un itinerario a se stante. Dal bivio si continua diritto per bella e comoda mulattiera dapprima in lieve salita, poi in discesa. Più avanti si scende contornando il margine superiore di un’ampia area di bosco diradato, incontrando poco dopo un bivio dove a sinistra si stacca una traccia che sale in direzione della vicina dorsale del Monte Scaletta. Dal bivio l’ampia traccia svolta a destra (a sinistra interessanti esemplari di antichi muretti a secco) perdendo quota in ripida discesa per poi pianeggiare. Si prosegue lungamente per la bella mulattiera attraversando un’area di bosco rado che permette di ammirare suggestive visuali sul crinale Montagnana-Cavalcalupo. Mediante netta svolta a sinistra si rientra nel bosco raggiungendo poco più avanti un bivio dove si ignora un’ampia traccia che si stacca a sinistra (alla nostra destra si trova un bel campo delimitato da un antico muretto a secco). Si effettua poi una netta svolta a sinistra (cartelli) tralasciando a destra una carraia in salita e si continua per l’ampia traccia che poco dopo transita ai piedi di interessanti affioramenti calcarei. Dopo pochi minuti si ritorna al bivio iniziale completando così questo particolare, suggestivo itinerario.

 

 

 

 

Annunci
 

Tag: , , , , , , , ,

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

 
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: